giovedì 2 settembre 2010

Lodi Vecchio - Allarme marea nera nel Sillaro: Provincia e Sal ancora al lavoro - I tecnici sono impegnati a ripulire il colatore “incriminato”

Tecnici ancora al lavoro per arginare l’inquinamento di idrocarburi nel cavo Sillaro a Lodi Vecchio. Il caso era venuto alla luce lo scorso 6 agosto, quando un passante, dopo aver notato la marea nera, aveva lanciato l’allarme. Il flusso di idrocarburi (si ipotizza gasolio) era arrivato da un piccolo canale scolatore che proviene dalla zona artigianale di Lodi Vecchio e sfocia proprio nel Sillaro, all’altezza del parco pubblico di via Strabone. I tecnici incaricati dalla provincia di Lodi, in questi giorni, hanno provveduto a sostituire i salsicciotti inizialmente calati in acqua per impedire alla chiazza nera di espandersi. Inoltre hanno gettato nel tratto inquinato del materiale granuloso, per assorbire il liquido oleoso che galleggiava in superficie. In questi giorni sono al lavoro anche i tecnici di Sal, Società acqua lodigiana, che si stanno occupando dello spurgo del piccolo canale scolatore. «I tecnici di Sal stanno agendo in due direzioni - spiega il sindaco di Lodi Vecchio, Giancarlo Cordoni - da un lato si sono occupati di mettere in quota i pozzetti di ispezione del colatore, dall’altro stanno procedendo allo spurgo del colatore stesso. Si tratta di un’operazione importante perché dovrebbe permettere di ricostruire il flusso di gasolio». Il colatore in questi giorni è stato chiuso: nel punto esatto in cui questo sfocia nel Sillaro è stata posizionata una grande palla in gomma, che di fatto ottura la tubazione e impedisce all’acqua e ad altri eventuali liquidi di finire nella roggia. Lo scorso agosto, una volta scoppiato l’allarme, sul posto oltre ai tecnici del comune e della provincia di Lodi erano arrivati anche gli esperti dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, competenti per i casi di inquinamento idrico. Al momento, come è stato assicurato ieri anche dal sindaco di Lodi Vecchio, non è stato chiarito chi sia il responsabile dello sversamento di idrocarburi nel colatore e, da lì, nel Sillaro. Non è escluso, inoltre, che il gasolio si trovasse da tempo nel colatore e sia arrivato nel Sillaro solamente a causa delle abbondanti piogge che hanno caratterizzato l’inizio del mese di agosto. Fonte: Il Cittadino

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