giovedì 14 ottobre 2010

Casale - Tagli ai treni, esplode la rivolta dei sindaci - Il progetto di velocizzare la linea Milano-Mantova rischia di far scomparire cinque fermate: «Abbiamo già pagato molto» - Casale si coalizza con cinque comuni della Bassa contro il Pirellone

Ripristinare le fermate soppresse, mantenere il trasporto su treno e potenziare la linea Milano-Piacenza: sono le richieste recapitate ieri all’assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo da parte del sindaco di Casale Flavio Parmesani e dai colleghi di Guardamiglio, Livraga, Castiglione d’Adda, Somaglia e Terranova de Passerini.È la risposta del territorio al progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Milano-Mantova, la cui proposta prevede in sostanza che a partire da dicembre 2010 siano aggiunte due corse, alle 18,20 in partenza da Milano e alle 8,50 da Mantova, con cadenzamento nella fascia pendolare di un treno ogni ora, dalle 16,20 alle 20,20. Il riordino e la velocizzazione della linea, però, comportano la soppressione di alcune fermate oggi esistenti a Casale e su altri centri del mantovano. Casale, dunque, nel progetto regionale dovrebbe sacrificare cinque fermate, tre su treni da Milano verso Mantova, due da Mantova verso Milano. Già martedì, nel corso di un incontro in Regione, l’amministrazione comunale aveva ottenuto il possibile reintegro di due fermate, ma ieri mattina il sindaco Flavio Parmesani ha coordinato con altri sindaci del territorio una richiesta più articolata. «A ogni revisione del servizio Casale subisce qualche penalizzazione - dice il sindaco Flavio Parmesani -. Questo ha portato già ora ad avere in tutto 26 fermate in meno al giorno rispetto a Codogno, che ha pari abitanti e pressoché pari utenti. Casale ha un presidio ospedaliero con l’unico servizio di radioterapia della provincia, un distretto sanitario al servizio di 27 comuni, una scuola superiore da oltre mille studenti. Tutti ci aspettiamo che non ci siano differenze tra gli utenti, come ha ricordato l’assessore regionale, e quindi ci aspettiamo che le nostre richieste siano accolte: anche la proposta provinciale di sostituire parzialmente il trasporto su gomma a quello su rotaia non ci convince, per quanto sia benvenuto piuttosto che perdere del tutto il servizio». In concreto, la richiesta è di ripristinare la fermata del treno 2651 da Milano che ferma alle 9,05 a Casale, di ripristinare quella del treno 2650 da Mantova che ferma alle 10,58 a Casale, di salvaguardare le esigenze degli oltre 40 utenti che oggi prendono il treno 2657 che da Milano arriva a Casale alle 15 e di evitare che si crei un buco nel servizio di circa tre ore tra le 9 del mattino e le 12. La proposta ha il sostegno delle amministrazioni di Casale, Guardamiglio, Livraga, Castiglione d’Adda, Somaglia e Terranova de Passerini, in rappresentanza di un bacino territoriale di quasi 30 mila abitanti. «La nostra non è una battaglia politica, ma la volontà di mantenere sul territorio un servizio - conclude Parmesani -. Le resistenze al progetto sono ancora molto forti anche da altri territori e non è detto che prosegua in questi termini. Poi, quello che potrebbe risolvere tutto è il progetto di potenziamento della linea Milano-Piacenza, vero obiettivo per il 2011: con esso, ogni obiezione verrebbe meno». I pendolari: «Ci hanno tagliato fuori» - «Ci aspettavamo qualche sorpresa sugli orari: ancora una volta la Regione avvantaggia Codogno». I pendolari di Casale ne sanno ancora poco, ma hanno già fiutato aria di penalizzazione con il progetto di velocizzazione della linea Milano-Mantova.«Fin da questa estate ci aspettavamo che potesse esserci qualche sorpresa, ma pensavamo che sarebbe arrivata a novembre e questa accelerazione ci ha colto un po’ di sorpresa - dice Roberto Borghi dell’associazione pendolari Casale -. Ufficialmente i pendolari non sono stati coinvolti in nessun modo in questo progetto, anche se poi le informazioni passano e non ci vuole molto per capire quali siano gli interessi da salvaguardare».Le prime notizie sulla possibile soppressione a partire da dicembre di ben cinque fermate su Casale non è stata accolta bene. «Non ci sono ancora stati momenti di confronto, ma le prime impressioni sono tutte negative, come ovvio - continua Borghi -. Da parte nostra ci saremmo aspettati una ridefinizione di alcune corse solo dopo il tanto annunciato potenziamento della linea Milano-Piacenza. La linea che va verso Mantova, per quanto oggi svolga un ruolo essenziale, non è quella a cui si deve guardare per risolvere i problemi. Per quello, l’unica soluzione può arrivare dalla linea Milano-Piacenza, con modalità di potenziamento che siano effettivamente in linea con le esigenze dei pendolari».Inoltre, colpisce la differenza di trattamento tra Casale e Codogno, con quest’ultima che ha già oggi complessivamente 26 fermate in più al giorno. Anche in questo caso, le cinque soppressioni di fermate riguardano tutte Casale. Ancora una volta la Regione ha scelto di puntare su Codogno, e qualcuno maligna anche sulla vicinanza con la prossima scadenza elettorale che non permetterebbe troppi ritocchi in corsa sulla stazione della città vicina.«Ma a noi non interessa per niente il discorso di penalizzare Codogno - spiega ancora Borghi -. Come pendolari ci interessa che ci sia una distribuzione equa del servizio sul territorio, senza che una stazione sia penalizzata, come invece avviene oggi su Casale. Non si deve intervenire per togliere a qualcuno e dare a qualcun altro, ma solo per migliorare il servizio nel suo complesso, a favore di tutti i pendolari».Fonte: Il Cittadino

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