Ospedale di Codogno al collasso. Pochi letti, sempre pieni. È di 3 o 4 circa il numero dei pazienti che, ogni giorno, devono essere trasferiti in ospedali extra aziendali. A questo si aggiunge la carenza di personale in pronto soccorso, che fa a pugni con l’aumento massiccio di pazienti: in 6 anni sono saliti da 24mila a 36mila. A lanciare l’allarme è la rappresentante della Uil Rosi Messina. «Il presidio di Codogno è al collasso - tuona. Abbiamo una media di 100, 120, 130 pazienti al giorno che arrivano al pronto soccorso e i letti della Bassa sono sempre pieni. I pazienti sono costretti a essere trasferiti in altri ospedali perché a Codogno non c’è più posto. Poi non possiamo lamentarci per le fughe». Messina spezza una lancia a favore dei medici e degli infermieri lodigiani: «Abbiamo del personale molto competente - dice , ma non viene messo nelle condizioni di lavorare bene. I letti della medicina, da 48 sono stati ridotti a 36. I letti della geriatria di Casale sono 10 in meno. Due in meno sono anche i posti della cardiologia. Il reparto di cure intermedie di Casale ne ha circa 20, ma sono sempre tutti saturi. I pazienti sono sempre almeno 22 e non si sa dove collocarli. La nostra amministrazione ospedaliera non fa nulla per risolvere i problemi. C’è una cattiva organizzazione che arriva dai vertici». Il day service, dedicato ai pre-ricoveri, funziona bene, eppure, continua la segretaria della sanità «alle 18 chiude perché non c’è personale. Poteva essere una valvola di sfogo, invece così non è. Non si può più andare avanti così. Hanno chiuso anche il punto di primo intervento di Casale ed è tutto concentrato su Codogno - dice -; abbiamo l’autostrada vicina, un alto numero di feriti per incidenti stradali e una popolazione anziana. Non possiamo mandare via i malati. Abbiamo l’impressione che l’amministrazione ci stia abbandonando, è come se stesse a guardare senza intervenire. Bisogna che ci sia un cambiamento di rotta, per il bene dei pazienti lodigiani. Andando avanti sarà ancora più difficile».A volte i pazienti soggiornano anche un giorno e mezzo in pronto soccorso, in assenza di letti disponibili, per non mandarli a casa senza assistenza. I letti per l’osservazione dei malati sono 4, ma i pazienti sono sempre circa 6 in più. A questo si aggiunge la carenza del personale, soprattutto nei turni di notte. Due soli, infatti, sono gli infermieri: uno fisso al triage e uno che ruota su tutte le sale del reparto. In 6 anni, gli accessi al pronto soccorso sono saliti da 24mila a 36mila, ma l’organico è rimasto invariato. Anche di giorno non c’è sempre un infermiere disponibile per i letti di osservazione breve. Solo martedì, su 4 pazienti, 3 sono stati trasferiti fuori dall’Azienda ospedaliera, per non parlare del giorno prima. È una situazione questa che va avanti da mesi e che non è solo dovuta all’accorpamento estivo dei reparti. A volte la direzione sanitaria è costretta a bloccare i ricoveri in elezione, per tamponare la situazione. Secondo i sindacati, i problemi di Codogno vengono sottovalutati. Da mesi non si vede una via d’uscita. «Non mi risulta che la situazione sia così critica - dice il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Giuseppe Rossi -. In ogni caso, ci impegniamo a valutare le segnalazioni arrivate».Fonte: Il Cittadino
giovedì 14 ottobre 2010
Codogno - «L’ospedale di Codogno è al collasso» - A lanciare l’allarme è la Uil, che punta il dito contro l’Ao. Il direttore generale assicura che valuterà le segnalazioni - Pochi letti e personale insufficiente e i pazienti vanno altrove
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