Tangenziale esterna di Milano, il conto alla rovescia segna meno dodici mesi. «Se il governo approva il progetto definitivo entro dicembre, i lavori possono iniziare a fine 2011»: l’ha detto giovedì sera in un’assemblea a Cerro al Lambro Luciano Minotti, direttore tecnico di Tem spa, la società al timone del progetto. L’anticamera è durata dieci anni, ora inizia una storia nuova. PARTENZA DAL “CAPO NORD”. È estremamente probabile, anzi sicuro, che la Tem cominceremo a costruirla da nord - ha detto l’ospite del Centro civico cerrese - dall’intersezione con la Brebemi, il collegamento Segrate-Melzo-Travagliato-Brescia». La prima cosa da assicurare al traffico che strangola Milano è dunque l’arco che permetta di mandare le migliaia di veicoli della Paullese, della Rivoltana, della Cerca, della Cassanese, direttamente sulla Brebemi sfruttando appunto il primo pezzo di Tem. In seguito l’autostrada si allungherà sempre più giù, percorrendo tutti 32 chilometri da Agrate Brianza fino all’intersezione con l’Autosole a Cerro. Ma «gli indennizzi agricoli, alcuni lavori di demolizione di fabbricati e l’installazione dei cantieri, anche nella Tem Sud partiranno già l’anno prossimo». Subito LE OPERE LOCALI. «Le opere compensative, o meglio di interesse locale, necessarie attorno alla tangenziale saranno fatte assieme e non dopo il tracciato maggiore dell’autostrada»: è un altro dei punti fermi messi da Minotti. Non ci saranno “liste d’attesa” per la bretella Cerca-Binasca a Melegnano, il raddoppio della provinciale 17 Sant’Angelo-Melegnano attorno a Riozzo, la complanare alla Tem stessa fra Cerro e Vizzolo Predabissi, le piste ciclopedonali. I rumors e i timori su una “staffetta” in tal senso sono tanti, ma il direttore della nascente autostrada gioiello li ha ancora smentiti:«la contemporaneità è garantita».nPedaggio all’avanguardiaTem è un’ autostrada di tipo europeo e di classe A, calcolata per un flusso presuntivo di 60/70mila auto e camion al giorno. Attraverso una concessione di 50 anni, 2015-2065, i gestori rientreranno dalla spesa «senza un euro dallo Stato, nel senso che l’opera è privata. Certo ci sono anche banche ed istituzioni locali, ma le risorse dei ministeri, come finanza pubblica, non entrano in gioco». Interessante il discorso sui caselli: «Forse elimineremo i “gabbiotti” stile vecchie autostrade. È allo studio un sistema di porte elettroniche di pedaggio che riduce fra l’altro l’impatto estetico».n demolizioni a CerroCerro al Lambro dovrà portare pazienza - come molti altri comuni - quando si comincerà a scavare. Sul territorio ci sono tre strade da costruire da zero: ovviamente la Tem stessa, poi il raddoppio della sp 17 per Sant’Angelo, infine la bretella Santangiolina-via Emilia che farà girare le auto a sud di Melegnano. E ci sono due cose da demolire. La prima è una parte del Centro sportivo di Riozzo, che sta proprio nel bel mezzo della nuova tangenziale. Sarà ricostruito a spese Tem. La seconda è un pezzo della stessa provinciale 17: giù il ponte attuale sopra l’astostrada del Sole, giù anche la pista ciclabile, tutto rifatto un po’ più a est sempre con finanze Tem. Arriva una sorpresa anche per il ponte del cavo Marocco, l’amato “Canaròn”: sarà affiancato da un secondo scavalcamento del Lambro, al centro di un anello ciclabile Vizzolo Predabissi-Ceregallo-Cerro. Secondo il sindaco Dario Signorini «rispetto al progetto del 2001, che prevedeva ad esempio il raddoppio della provinciale 17 a mezzo chilometro da Riozzo, andando a devastare le nostre campagne, siamo passati dall’indigeribile al duro ma possibile. Entusiasmo no, realismo sì».Fonte: Il Cittadino

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