mercoledì 13 ottobre 2010

La Sila stavolta è “arrivata” al capolinea - Ore decisive per il trasporto pubblico locale: la Provincia di Lodi in attesa di assegnare il servizio ad altri gestori - I sindacati confermano: «L’azienda ha portato i libri in tribunale»

La Sila arriva al capolinea. Lo hanno certificato ieri i sindacati di categoria, ufficializzando le indiscrezioni che si rincorrevano da alcuni giorni. «I libri sono stati depositati in tribunale», ha confermato Marco Magnani della Fit Cisl di Pavia. Dello stesso tenore la versione di Emilio Savino, segretario regionale della Filt Cgil. Le difficoltà economiche in cui l’azienda di trasporto pubblico (circa 250 dipendenti) si trovava da mesi, sono diventate ostacoli insuperabili. E così i vertici della società hanno “gettato la spugna”. La procedura giudiziaria, tuttavia, dovrebbe ancora essere avviata. I problemi da risolvere rimangono tantissimi. In primo luogo le province e la Regione devono farsi carico di garantire il servizio nei prossimi giorni: nel Lodigiano sono almeno duemila i pendolari che viaggiano sulle tratte gestite da Sila. «La situazione dovrebbe essere affrontata in due fasi - spiega Savino -: in una prima fase i servizi saranno rilevati da altre aziende di trasporto pubblico già attive nelle diverse province. Seguirà una seconda fase, nella quale le province dovranno assegnare le tratte, o attraverso una conferenza di servizi o tramite gara a evidenza pubblica, a cui invitare diversi soggetti attivi nel settore». Nel Lodigiano il servizio potrebbe essere affidato a Star e Line, società di trasporto pubblico del territorio. «Non possiamo ancora rendere note decisioni ufficiali - sottolinea l’assessore provinciale ai trasporti Nancy Capezzera - siamo in attesa di verificare l’evolversi della situazione in tribunale. In questi giorni vedo che i sindacati si stanno muovendo, credo però che si sarebbero dovuti muovere molto prima». «Aspettiamo di sapere quali aziende subentreranno nelle diverse province, perché dovremo aprire il tavolo sindacale al fine di trasferire i lavoratori della Sila alle altre ditte - osserva invece Magnani -; l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo ha assicurato che non ci saranno “nè morti, nè feriti”, cioè che tutti i lavoratori della Sila passeranno alle società che subentreranno: non solo gli autisti, ma anche gli impiegati. Diverso è il caso dei bus che Sila impiega sulle tratte di competenza, perché alcuni sono stati acquistati grazie a contributi di Regione e province e dunque potrebbero passare alle aziende che subentreranno senza particolari problemi, altri invece sono stati acquistati unicamente con soldi della Sila». La situazione, dunque, rimane delicata. E i sindacati aspettano di ricevere notizie anche dal tribunale: «Domani sapremo se per la società verrà scelta la via del curatore fallimentare oppure quella dell’amministrazione controllata: l’importante è che il soggetto individuato abbia i maggiori poteri possibili affinché vengano tutelati i lavoratori - indica Savino -. I dipendenti Sila attendono il pagamento del Tfr, inoltre occorre verificare se sono stati adempiuti tutti gli obblighi relativi al fondo previdenziale di categoria». Fonte: Il Cittadino

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