Abbandono e degrado, la storica villa Valbissera nel cuore del parco della collina di San Colombano muore. Il complesso seicentesco, originario monastero, è in mano ai commissari liquidatori dalla fine del 2006, al momento del crac dell’impero milanese e banino di Enrico Morini, ma da allora ad adesso il cantiere si è fermato e tutto è stato abbandonato.Qui nel 2000 Enrico Morini aveva iniziato i lavori per realizzare un complesso turistico di gran lusso: hotel con oltre trenta camere, sala convegni e beauty farm. Poi nel 2006 il crac aveva imposto lo stop al cantiere e il suo passaggio in amministrazione controllata insieme a tutti gli altri beni immobili di Morini a San Colombano. Nell’asta del 2008 in cui fu venduta la Poderi di San Pietro, l’immobile di Villa Valbissera e relativo cantiere non furono ricompresi e da allora si sono susseguite diverse volte voci di imminente messa all’incanto della stupenda villa. Solo parole. Nei fatti, dal 2006 il complesso è in stato di abbandono, un abbandono che si trasforma giorno dopo giorno in degrado, con situazioni di oggettivo pericolo e con l’alta gru di cantiere ancora lì ferma ad arrugginire e a ricordare a tutti che nel cuore del parco c’è un buco nero. Il cantiere è accessibile a chiunque dal momento che i cancelli non sono chiusi, e proprio davanti all’ingresso si trovano diversi pneumatici da camion abbandonati, insieme a lastre di copertura dei tetti. Nel cortile antistante il cantiere ci sono ancora i segni dei recenti incendi, gli ultimi a primavera, che sono stati appiccati al gabbiotto che ospitava i progetti e i materiali di cantiere. Il complesso, poi, versa in condizioni pietose: con erba alta ovunque e rampicanti che ingombrano gli accessi, ci sono macerie sparse ovunque, tegole spostate o fatte cadere dal vento, e ancora sacchi, anche di immondizia, dei muratori. Sulla sinistra, la splendida chiesetta che reca dipinti a soffitto è stata violata più volte: materiale buttato a terra alla rinfusa, mobili e attrezzature bruciate, macerie abbandonate. Sulla destra, il corpo principale dove dovevano sorgere le camere dell’albergo si presenta in condizioni analoghe, con in più qualche carcassa di piccione, mezzo mangiato probabilmente dalla selvaggina e con alcuni disegni a vernice spray sui muri. Per salire ai piani superiori, tutti accessibili, scale rotte, con i passaggi aggiustati alla bell’e meglio con tavole di legno forse resistenti ai tempi del cantiere, ma oggi pericolosamente in bilico sul vuoto. Nel passaggio tra il corpo principale e il piccolo fabbricato di servizio che gli si apriva davanti, una fondazione non coperta si è riempita d’acqua piovana, diventando una sorta di cisterna artificiale aperta di estrema pericolosità. Ai lati degli edifici e dietro, nel cortile interno, da dove si vede la più spettacolare vista aperta sulla pianura del Po e sugli Appennini in lontananza, tutto è abbandono: macerie, erbacce alte, rifiuti. La villa seicentesca, silenziosa, non si lamenta, ma muore.Fonte: Il Cittadino

Nessun commento:
Posta un commento