sabato 9 ottobre 2010

San Donato - Soppresse le corse, pendolari infuriati - A lamentarsi sono soprattutto alcuni dipendenti degli ospedali milanesi: «Andare a lavorare in tempo è impossibile» - Disagi per il taglio di due passaggi mattutini alla domenica

Andare al lavoro a Milano, di domenica, per un gruppo di pendolari sandonatesi è diventato impossibile. Sono quelli che prendevano le corse Agi-Milano Sud Est Trasporti delle 5.35 e 6.10, lungo la via Emilia dove si ferma la linea Z420. Dal primo ottobre i primi due passaggi mattutini sono spariti. Non si fanno più per esigenze di «razionalizzazione» e obbligando a tre sole alternative: l’auto privata se c’è, il taxi fino alla metro sandonatese (meglio se condiviso per abbattere il salasso), oppure l’impresa della biciclettata fino a via Caviaga, dove ci sono le rampe della metro. In ogni caso il mezzo pubblico così presto non c’è più. Il primo passaggio domenicale per Milano è alle 6.50, troppo tardi a meno di non intavolare una discussione sui turni con i datori di lavoro. «Il taglio delle due corse colpisce un segmento preciso di utenza - spiegano alcuni portavoce dei pendolari -, quelle persone che risiedono soprattutto in zona Certosa e lavorano nel sistema sanitario assistenziale di Milano: al Pio albergo Trivulzio, alle ex Ipab e così via. Ci sono italiani, stranieri, in totale siamo una ventina di persone. Poi immaginiamo ci siano anche altre categorie di pendolari messe in difficoltà, ma noi conosciamo bene la situazione delle operatrici socio assistenziali. Di domenica mattina al lavoro adesso tocca andare in un altro modo. La prima Z420 passa alle 7 meno 10».La prima domenica di sospensione quattro dipendenti degli istituti geriatrico sanitari milanesi si sono organizzate dividendo la spesa di un tassì: 20 euro sino al terminal metro 3, cinque a testa per cinque chilometri. Il triplo del biglietto: «Non possiamo andare avanti così, o compriamo l’auto o ci facciamo spostare il turno, non c’è alternativa». Il gruppo Agi-Milano Sud Est Trasporti comprende i disagi ma invita a riflettere sulle dimensioni reali dello scenario: «In primo luogo - specifica l’ufficio comunicazione Milano Sud Est - occorre tener presente che le modifiche all’orario non sono stabilite da noi a nostro piacimento, ma secondo le precise indicazioni e le necessità stabilite dal committente, vale a dire la Provincia di Milano. In seconda istanza, bisogna prendere atto che i passaggi servono dove c’è una massiccia utenza che ne beneficia. La soppressione dei primi due transiti domenicali ha prodotto, a San Donato, quattro reclami in tutto. Quattro reclami non sono sufficienti a ritenere “strategica” una corsa». Il comune di San Donato infine ha chiesto alla Provincia e ad Autoguidovie i dati sull’utilizzo dei transiti soppressi: «Siamo a conoscenza dei tagli - dichiara il vicesindaco Claudio Monti -, ma occorre avere l’esatta prospettiva sulla ricaduta per gli utenti dell’Agi».Fonte Il Cittadino

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