martedì 19 ottobre 2010

San Donato - Il primo diluvio lascia indenne Poasco - Scampato il pericolo, ma gli abitanti della frazione non si fidano: «Le infiltrazioni in box e cantine sono una consuetudine» - I residenti però scrivono alla Provincia: «Servono opere idrauliche»

Falda di Poasco, il primo diluvio d’autunno scorre via relativamente tranquillo ma i residenti nella frazione decidono comunque di fare un salto di qualità nella soluzione della difficile convivenza con il “lago”. Pochi giorni fa hanno coinvolto il presidente provinciale Guido Podestà, che è anche assessore all’ambiente, per descrivere la situazione di Poasco, del tutto simile a quella di altri centri della prima fascia periferica di Milano a cominciare dalle vicine Chiaravalle, Noverasco e Opera. Tutte realtà urbane che negli ultimi vent’ anni, dai Novanta in poi, hanno visto il primo livello idraulico avvicinarsi sempre più alla quota di cantine, box e taverne. In genere, ogni ambiente interrato. Dal 1975 ad oggi sono una decina i metri guadagnati millimetro dopo millimetro dalle acque sotterranee: da meno quindici a meno tre-cinque metri. Trentasei ore di pioggia fra sabato e domenica scorsi, non sembrano secondo le segnalazioni raccolte aver peggiorato più di tanto una “battaglia” che fa parte ormai della quotidianità. «Per il momento qui a Poasco non ho raccolto voci di peggioramento delle infiltrazioni in box, cantine e altro», puntualizza la referente di comitato Giusy Quaranta. L’estate scorsa, dopo il mezzo nubifragio di Ferragosto, erano andati a mollo in poche ore diversi seminterrati in zone come via Schuster e Pertini; lo stesso a Sesto Ulteriano, la frazione sangiulianese a poche centinaia di metri. Stavolta non sembra essere successo, ma in Provincia sta comunque arrivando la raccomandata prioritaria. Essendo gran parte del territorio poaschese sotto vincolo del Parco Sud, è la Provincia a poter decretare - nei limiti di quanto sarà possibile - interventi idraulici in grado di arginare un fenomeno che incide pesantemente sulla qualità di vita. Proprio l’estate scorsa, quando molti a Poasco e Sesto Ulteriano avevano trovato le auto parcheggiate nei box con cinque centimetri d’acqua alle gomme, si erano messi sul tavolo alcuni possibili sistemi risolutivi. Fra questi lo scavo di ulteriori pozzi di pescaggio idrico, la riattivazione di un vecchio pozzo Snam alle porte di Poasco, oggi in disuso, oppure l’opera relativamente più complessa: il collegamento cava Tecchione - canale Vettabbia, in modo da allagare il Tecchione quando piove e farlo defluire nell’antichissimo canale milanese. Con la lettera collettiva dei residenti di pochi giorni fa si chiede anche alla Provincia di tornare a interessarsi di un problema sempre più cronico. «Chiediamo al presidente ed assessore all’ambiente di intensificare i rilievi sul livello di falda - è un passaggio del documento - considerando la vastità del fenomeno non circoscritto al territorio di Poasco e Sorigherio». Il testo all’attenzione di Podestà contiene come allegato anche le rilevazioni sul livello delle acque sotterranee nel corso degli anni, consegnato al comitato dal sindaco Mario Dompè durante l’incontro del 22 settembre scorso.Fonte: Il Cittadino

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