martedì 19 ottobre 2010

San Donato - Protestano i lavoratori Eni: «Un marciapiede da incubo»

«Non vorremmo che la messa in sicurezza del primo palazzo uffici si traduca in un pericolo per i lavoratori». Le rsu della divisioni E&P del colosso petrolifero Eni tornano così a reclamare la messa in sicurezza il marciapiede a lato Emilia che collega il quinto palazzo uffici a Rogoredo e alla mensa di via Salvo. I lavoratori che tutti i giorni fanno spola tra i grattacieli di vetro e la mensa, unendosi a coloro che si dirigono alla metropolitana, lanciano l’allarme. «Il percorso della via Emilia sembra un percorso del Monopoli o un giro dell’oca - lamentano -. Attraversare il minuscolo marciapiede parallelo alla via è un incubo, in quanto è estremamente pericoloso anche a causa della velocità delle auto e dei mezzi pesanti. Nei giorni di pioggia si rischia di fare delle autentiche docce sporche causate dall’acqua sollevata dei veicoli che percorrono quel tratto ad alta velocità». Insomma, complice secondo i diretti interessati la recinzione arborea che dovrebbe proteggere il comparto per colletti bianchi dalle intrusioni, il passaggio pedonale sembra non garantire più una situazione di sicurezza, soprattutto nel periodo di piogge. Gli impiegati lanciano dunque un appello rivolto all’azienda, ma anche ai vertici del comune, a cui sollecitano percorsi sicuri a disposizione dei pedoni. «Prima che un incidente ci costringa alle solite lacrime di coccodrillo - fanno presente -, chiediamo di provvedere urgentemente alla manutenzione del marciapiede, proteggendo il percorso pedonale, ora diventato obbligatorio, e provvedendo alla pulizia dei chiusini atti al drenaggio per lo scolo delle acque stagnanti».Fonte: Il Cittadino

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