Ancora poco e le due parti del ponte in costruzione a San Rocco al Porto potranno unirsi. Il grande salto, scavalcare il tratto del fiume Po che separa Lodi e Piacenza, spetta al lumacone d’acciaio della sponda lombarda, dall’altra parte i lavori sono invece pressoché agli sgoccioli e poi non resterà da far altro che attendere.A 79 giorni esatti dalla promessa consegna dell’opera, il cantiere bifronte Anas procede a ritmo spedito e il 18 dicembre, salvo imprevisti, le due province potranno brindare alla realizzazione di un’infrastruttura che ha il compito di ricongiungere molto più di due rive, quanto piuttosto i destini della gente che vive su questo territorio di confine fra Lombardia ed Emilia. Il ponte galleggiante sta facendo e bene il suo dovere, ma l’economia viaggia veloce e ha le sue pretese, che in questo caso sono corsie da battere senza il limite dei 30 chilometri orari e lo scricchiolio di assi in legno sotto i piedi. Meglio, sotto le gomme. Dalla pensilina mobile si osserva ammirati la meraviglia che avanza, e giunti dall’altro capo l’armatura perfetta delle arcate in mattoni nel rispetto dei dettami impartiti dalla Soprintendenza. Che si possieda un animo romantico oppure quello pragmatico di un ragioniere, non si può non indugiare almeno un secondo di fronte alla maestosità della costruzione. Grande nelle misure e così pure nel capitale umano e materiale investiti sino ad oggi. Secondo i dati forniti da Anas, l’impalcato metallico ha raggiunto la lunghezza di 670 metri lato Lodi e di 140 lato Piacenza, se sommati di poco inferiori ai 1100 metri previsti per portare a termine l’intervento. Nell’arco dei dieci mesi trascorsi dalla consegna dei lavori avvenuta lo scorso 23 novembre, sono oltre 380mila le ore di lavoro sudate dalle maestranze solo per far funzionare quella macchina “notte e giorno” che è il cantiere golenale lato Lodi. E poi ancora. La quantità di acciaio utilizzata per la carpenteria metallica: ad oggi ha superato le 6mila tonnellate, assemblate in cantiere a partire dalle componenti in arrivo dalle officine specializzate sparse tra il Nord e Centro Italia.Quanti metri, fatica e acciaio mancano per completare l’opera lo sapremo soltanto una volta compiuto il salto: il lumacone si allunga a vista d’occhio e non ci vorrà ancora molto.Fonte: Il Cittadino
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