giovedì 30 settembre 2010

San Donato - Navette Eni, ora i sindacati si ribellano - Il piano di trasporti che dovrebbe coinvolgere 14 aziende non parte e i “colletti bianchi” del colosso chimico protestano - «Corse e posti insufficienti: dove sono i miglioramenti promessi?»

«Le navette sono inadeguate per noi dipendenti Eni: le corse sono insufficienti e talvolta mancano i posti per tutti i passeggeri». Sono queste parole a scandire il clima di protesta tra i pendolari del colosso petrolifero che utilizzano i mezzi aziendali per raggiungere la metropolitana. In primo piano torna la rete di servizi ritenuta ormai da tempo incapace di rispondere alle esigenze dei “colletti bianchi”, che da anni avanzano solleciti sulla questione. Chiedono una riorganizzazione del servizio, che tenga ad esempio conto della flessibilità con cui si muovono i lavoratori.«Continuiamo a ricevere lamentele dai colleghi che al mattino, giunti al terminal della metropolitana, trovano le navette inadeguate al trasporto dei numerosi pendolari - spiegano in una nota i delegati Cgil Eni E&P, Stefano Fossati e Palmiro Tondi -. Con l'inverno l'aumento fisiologico delle utenze porterà nuovamente allo scoperto l'annoso problema dei posti mancanti e delle corse insufficienti». In realtà l'intenzione di far decollare una scommessa con 14 aziende di San Donato alleate, e pronte a mettere in rete le proprie risorse, è rimbalzata più volte dalle scrivanie più alte del municipio alle realtà sindacali. Ma sul “piano del futuro” che sarebbe già dovuto decollare, portando efficienza e razionalizzazione, sembra calato il silenzio.«Nel corso dei primi incontri - spiega Gerolamo Bienati, delegato Cgil della Rsu E&P.-, il sindaco aveva presentato il piano di mobilità interaziendale integrato con il territorio sandonatese, che avrebbe interessato anche i trasporti di Eni e di altre 13 grosse realtà produttive del territorio, con un bacino di oltre il 40 per cento delle 25 mila possibili utenze. Purtroppo però sono passati anni e nulla pare muoversi. Del progetto di trasporti integrati non si sa più nulla da quando, ad aprile 2009, il sindaco ci aveva manifestato l'intenzione di indire una gara europea per appaltare il servizio entro la fine del 2009».Visto il percorso affrontato, l'esponente sindacale conclude: «Ci chiediamo quanto ancora si dovrà attendere e vorremmo sapere dall'amministrazione comunale quali siano gli impedimenti che hanno finora impedito di passare dalle parole ai fatti».Ma cosa prevede il progetto "Bus lavoro", che i “colletti bianchi” tornano a reclamare? La rivoluzione che non è mai partita dovrebbe ridurre i mezzi aziendali contemporaneamente in circolazione da 30 a 17, con un estensione della frequenza negli orari di punta. Inoltre il novero delle novità prevede l'introduzione del collegamento con la stazione ferroviaria di Rogoredo e con le aree di via XXV Aprile. A ciò si dovrebbe poi sommare un "Pronto bus" a chiamata, attivo dalle 9 alle 17.30 dal lunedì al venerdì. Strategie promosse a pieni voti dagli impiegati, ma che sino ad ora sono rimaste sulla carta.Fonte: Il Cittadino

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