Seguro in Settimo Mil.se - Panorama (nella foto) - Di origine romana, come rivela il nome, Settimo ebbe sempre una vocazione agricola. Pochissime sono le tracce fino ai secoli conclusivi del medioevo, quando aumenta la produzione di documenti che sono rimasti fino a noi, soprattutto quelli di enti ecclesiastici quali il monastero maggiore e la canonica di Sant'Ambrogio di Milano che avevano molti possedimenti nelle ricche campagne del paese, punteggiate di mulini. Si trova anche attestata, per Settimo, la presenza di un castrum, un castello, o piuttosto una fortificazione, cosa normale per tempi assai poco sicuri in termini di ordine pubblico e frequentemente travagliati da lotte tra città, fazioni, signori. Oltre ai contadini e agli artigiani, abitavano in Settimo o vi avevano proprietà anche diverse famiglie di nobiles, come i Balbi, tra i principali proprietari in epoca medievale, e i Mantegazza, che nel Quattrocento costruiranno lo splendido oratorio di Cascine Olona. In Settimo, oltre al monastero di Sant'Agnese e alla parrocchia, i principali possidenti erano le due famiglie appena ricordate, ma entrambe cedettero progressivamente il passo ai d'Adda, una famiglia di industriali e commercianti milanesi poi nobilitata, che divenne la principale proprietaria del paese, vi costruì una prestigiosa residenza di campagna (oggi sede municipale) e il cui ruolo nella comunità continua con un ente benefico, la Causa Pia d'Adda, costituita nel 1808. Sulla vita degli abitanti vegliava e aveva una presenza imprescindibile la Chiesa. La parrocchia di Vighignolo, affidata da Zanino Meraviglia nel Quattrocento ai frati francescani dopo la ricostruzione di San Sebastiano e l'edificazione, in paese, di Santa Maria Nascente, e la parrocchia di Settimo esistevano già nel medioevo; la chiesa di san Giorgio di Seguro divenne parrocchia autonoma, dopo essere stata succursale di Settimo, nel 1604. La religiosità forte e pervasiva delle genti delle nostre campagne nei secoli passati trascendeva l'aspetto puramente personale della fede, in un mondo oltretutto costantemente travagliato da condizioni di vita non facili, da guerre ed epidemie, come la famosa peste manzoniana del 1630 che lasciò numerosi morti anche dalle nostre parti: essa aveva una notevole dimensione sociale, concretizzatasi nel ruolo delle confraternite e nell'attivissima partecipazione dei contadini nella costruzione o restauro degli edifici sacri, come successe a Seguro a metà del Settecento e a Settimo e Vighignolo nel secondo Ottocento.
