martedì 14 dicembre 2010

Orio - «Torneremo a valorizzare il Lambro» - Convegno sul fiume più inquinato d’Europa con il presidente regionale di Legambiente - L’obiettivo del sindaco Cappelletti: «Rilancio in chiave turistica»

L’obiettivo è preciso, definito dall’Unione Europea: entro il 2015 il fiume Lambro deve raggiungere uno stato di qualità “sufficiente” delle proprie acque. Bacchette magiche non ce ne sono, uno strumento operativo è però rappresentato dal Contratto di Fiume Lambro Settentrionale che Regione Lombardia ha approvato a fine 2009 e che nel 2011 dovrà mettere nero su bianco le sue strategie d’azione.Di questo si è parlato giovedì sera ad Orio Litta, nella serata intitolata “Chiare, fresche, dolci acque... intervento in alveo dei comuni alla foce del Lambro” promossa dal municipio oriese e da Legambiente: un primo passo d’informazione e di sensibilizzazione su un progetto di rinascita e di rilancio del fiume Lambro che proprio ad Orio trova uno dei suoi tratti paesaggistici più strategici.«Il Lambro è legato alla storia della nostra terra - ha detto in apertura di dibattito il sindaco Pierluigi Cappelletti -: vorremmo pian piano cominciare a rilanciare la sua valorizzazione, soprattutto in un’ottica di fruizione paesaggistica e turistica». Tutti di spessore i relatori: il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine, il rappresentante della direzione generale Ambiente-Energia e Reti di Regione Lombardia Mario Clerici e Gaetano La Montagna per l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo). Diversi i punti di vista con cui i relatori hanno affrontato il tema della serata, il comun denominatore di tutti è però stato uno solo: per vincere la sfida di un Lambro riportato ad uno stato di naturalità accettabile è necessario mettere in campo azioni coordinate e sinergiche. Il Contratto di fiume fa proprio questo: «Mette tutti gli attori in gioco attorno ad un tavolo e promuove un’azione coordinata e responsabile - hanno detto i relatori -. Solo questa è la strada per affrontare con successo la sfida». Sulla carta le risorse ci sono, ben 245 milioni di euro, importante sarà spenderle bene e in modo mirato. Diversi gli amministratori presenti nel pubblico: oltre ai due capigruppo delle minoranze consigliari Morena Colombini e Gianfranco Gabba, anche il consigliere provinciale Alfredo Ferrari, il sindaco di Senna Francesco Premoli, il consigliere di Borgo San Giovanni Bruno Bottoni, l’ex consigliere comunale di San Colombano Maria Luisa Lunghi e il vicesindaco di Chignolo Po Pierino Bossi.Fonte: Il Cittadino

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