sabato 19 febbraio 2011

Brembio riscopre l’antica ghiacciaia - Il comune intende mettere in sicurezza la chiesetta della frazione e rendere possibile la visita della sottostante struttura. Al via un progetto per salvare lo storico complesso del Monasterolo

Brembio come Istambul. Nella grande metropoli turca uno dei luoghi più caratteristici e visitati dai turisti è senza dubbio la cisterna romana nel quartiere Sultanahmet, nato sui resti dell'insediamento bizantino e patrimonio dell'Unesco, dove tra l'altro furono girate alcune suggestive scene di un film del mitico agente segreto James Bond. Tra pochi mesi anche Brembio avrà, iter tecnici-burocratici permettendo, la sua "antica cisterna" da visitare e da inserire in un già attivo circuito mondiale di luoghi così caratterizzati e tipici. Si tratta in effetti di una ultracentenaria ghiacciaia, le cui origini risalgono probabilmente a prima dell'anno mille. La ghiacciaia si trova infatti sotto la chiesetta della cascina del Monasterolo, uno dei luoghi più antichi del territorio, che sembra affondi le sue radici nel secondo secolo dopo Cristo, come stazione di posta dell'antico percorso della via Emilia tra Piacenza e Laus Pompeia. Di sicuro è storicamente accertato che la cascina brembiese è un antico luogo di fede. Nell’anno 850, in piena epoca post-carolingia, un gruppo di monaci benedettini provenienti dall'Abbazia di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia, prendevano possesso di questa parte della terra lodigiana, donata all'Abbazia da Liutprando Flavio, diciottesimo re dei Longobardi, sul finire del 700. Da allora i monaci costruirono sulla riva del Brembiolo il loro “Monasteriolum” (ecco da dove deriva la parola Monasterolo) e concordi alla regola “ora ed labora” (“prega e lavora”) bonificarono quelle terre iniziandole all'agricoltura. Si costruì anche una nuova importante abbazia dedicata a San Michele. Nel 1519 ai monaci benedettini subentrarono i monaci Gerolamini che rimasero in questo luogo fino al 1750 quando si trasferirono a Brembio.L'antichissima chiesa fu annessa al cascinale e divenne Oratorio di cascina, dove si continuò a celebrare messe anche perché il Monasterolo era un paese vero e proprio con una quarantina di famiglie e più di 200 persone. Poi si registrò l'abbandono della vita agricola e la progressiva scomparsa dei braccianti agrari, dei contadini e l'inizio dell'attuale stato di degrado che vide i primi crolli dell'ormai vetusta chiesetta della cascina Monasterolo. Una antica traccia della nostra storia passata che sta scomparendo ma che ora il comune brembiese , in accordo con la proprietà, vuole salvaguardare e rilanciare valorizzando le antiche tracce della cultura e della storia millenaria del luogo. «Con la collaborazione - spiega il sindaco Giuseppe Sozzi - di Luca Canova e di Silvia Ghidotti, membro del comitato tecnico del Plis e presidente della commissione ambiente del comune di Brembio, è stato presentato un progetto che oltre a ripiantumare arbusti autoctoni sulle rive del Brembiolo in una fascia boschiva di circa cinque metri di ampiezza, nel tratto del fiume che da Brembio arriva fino alla cascina del Lago e a Zorlesco, darà spazio ad un più ampio progetto di messa in sicurezza della chiesetta, al tempo stesso creando la possibilità di visitare l'antica ghiacciaia sottostante». Un autentico "tuffo" nella storia del nostro territorio che dovrebbe concretizzarsi in tempi brevi grazie all'autorizzazione del Plis del Brembiolo. L'intero progetto ha un costo di circa 40mila euro. Fonte: Il Cittadino

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