Hanno preparato una versione riveduta e corretta del gioco del Monopoli e l’hanno chiamato non a caso Parcopoli, che ieri doveva essere consegnato direttamente al presidente della Provincia Guido Podestà. L’idea è nata dall’associazione per il Parco Sud Milano, che ha presidiato il consiglio provinciale con una mini rappresentanza composta da una quindicina di persone. Per protestare contro un parco agricolo sud senza più confini, ma solo per gli immobiliaristi. Il rischio, l’hanno detto ai consiglieri, è grave e non troppo distante dalla realtà, perché Palazzo Isimbardi ha dato avvio all’iter per la variante al Ptc (piano territoriale di coordinamento), che potrebbe raccogliere le istanze di molti comuni che intendono rettificare le dimensioni delle aree tutelate aprendo di fatto le porte a nuovi capannoni, lottizzazioni, centri commerciali. Ecco perché i rappresentanti dell’associazione hanno voluto dar forma a questa protesta, simbolizzata dalla consegna del Parcopoli: per dire che il territorio protetto non è un luogo su cui giocare, dove costruire più case o alberghi per vincere la partita godendo della rendita. La versione rifatta del Monopoli, in assenza del presidente Podestà, è stata consegnata al consiglio provinciale. Un’inziativa che è stata pacifica. Sebbene per il primo quarto d’ora è stato ostacolato l’inizio della seduta con azioni di ostruzione. E, dopo un po’ di tempo, il presidio è stato allontanato dai messi dall’aula. Con l’associazione per la difesa del parco c’erano anche alcune persone che protestavano per il ridimensionamento di Afol. Alla fine è stata indetta una conferenza stampa per fare il punto sull’azione di protesta che è stata giudicata positivamente. «Ad appena 10 anni dalla sua approvazione, si vuole rimettere mano al Piano regolatore del Parco - commenta Liliana Bellu, vicepresidente dell’associazione -, forse perché non bastano più le aree verdi che erano state già allora tolte dal Parco, per permettere un’espansione controllata dell’urbanizzato». Uno sviluppo in cui non crede l’associazione che per questo ha stilato una sorta di decalogo, linee guida per una crescita sostenibile nel Paco Sud, condivise da tutte le associazioni ambientaliste. «Niente tagli di aree verdi - prosegue Bellu - niente metastasi di capannoni industriali-artigianali già oggi sottoutilizzati. Bisogna invece dare un ruolo strategico all’agricoltura che, con le 1.400 aziende agricole per un totale di 40 mila ettari di superficie, rappresenta una risorsa economica sostenibile e sempre più in grado di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori». In una parola è necessario tornare alle origini del parco, nato come una vasta cintura agricola, polmone verde capace di dare respiro ad una metropoli insalubre. «Enfatizzare il ruolo dell’agricoltura, rivitalizzare le cascine, anche con agriturismi, creare circuiti ciclopedonali per permettere ai milanesi di apprezzare le abbazie e le tante altre bellezze architettoniche e naturali - conclude il presidente Renato Aquilani- questo è lo sviluppo sostenibile che vogliamo, capace di creare un valore duraturo nel tempo e da trasmettere con orgoglio alle nuove generazioni». Fonte: Il Cittadino
venerdì 25 marzo 2011
“Parcopoli”, un gioco contro il mattone - L’idea è nata dall’associazione per il Parco Sud Milano, che ha presidiato il consiglio provinciale con una rappresentanza - La cementificazione nel mirino degli ambientalisti, ma con ironia
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