sabato 26 marzo 2011

A Paullo apre la cava della Tem e il comune promette battaglia - Individuata l’area su cui sorgerà l’impianto necessario per realizzare l’opera

Prima una maxi cava, poi un laghetto artificiale a ridosso della Muzza, e nel futuro forse un’altra grande discarica a cielo aperto a metà strada tra Lodigiano e Milanese. La direzione è stata presa. E dopo aver sondato il territorio tra Zelo e Cervignano, così pure quello di Comazzo, oggi la “bandierina” del polo estrattivo, che servirà per procurare la ghiaia necessaria alla realizzazione della Tangenziale est esterna milanese, è stata collocata tra Paullo e Tribiano. È una delle quattro cave di prestito (destinate alla realizzazione di un’opera pubblica, aperte il più vicino possibile alla zona di costruzione) che Tem ha previsto sul tracciato della nuova autostrada: si tratta della seconda per ordine di grandezza dopo quella di Melzo. Tuttavia, in base alle previsioni il numero delle aree di escavazione potrebbe ridursi a due, con cancellazione proprio del sito di Paullo, dove in ogni caso nascerà un impianto di stoccaggio e trattamento degli inerti. Da quest’ultimo, in soldoni, dipenderà la quantità e qualità delle cave: più inerte verrà stoccato, meno ci sarà bisogno di cavare. Una piattaforma che sorgerà al confine con Zelo, a nord della Paullese, dove verrà conservato il materiale utilizzato per i riempimenti. «La cosa che è inquietante - commenta il sindaco Claudio Mazzola - è che noi quello che stava accadendo lo abbiamo saputo da pochissimo tempo, solo quando è stato consegnato il progetto definitivo per le osservazioni. Siamo rimasti assolutamente sconvolti dalle modalità che sono state seguite e il metodo ha lasciato a desiderare per l’assenza di coinvolgimento dei comuni, nel merito si può dire che è andata ancora peggio». Già perché la scelta della collocazione è giudicata infelice, trattandosi di una zona di pregio ambientale, tra Paullo e Tribiano, alle spalle di un canale che corre parallelo alla Muzza. Un tributo di 400mila metri quadrati di terreno da pagare per la tangenziale, tra l’altro su terreni di proprietà di un contadino che la cava non la vuole. «La logica assurda è proprio questa - dice Mazzola -, perché io stesso ho incontrato il proprietario che mi ha espresso la sua contrarietà. Ed è una cosa ancora più assurda perché a Villambrera, con terreni che verranno devastati dalla tangenziali, alcuni dei quali resi addirittura inaccessibili, il proprietario avrebbe accolto la cava a parziale risarcimento del danno che la tangenziale comunque provocherà. Si sceglie un sito piuttosto di un altro, che inoltre è migliore perché a ridosso della Tem, quindi con meno strada da fare. Il senso di simili scelte non si capisce. È tutto così poco trasparente». Ecco perché lunedì in consiglio comunale saranno portate una serie di osservazioni che verranno opposte al progetto definitivo di Tem. Fonte: Il Cittadino

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