Quaranta milioni di euro per la prevenzione e la riduzione del rischio idrogeologico nel Lodigiano e Sudmilano: è la cifra che il Consorzio Muzza chiede per evitare al territorio sciagure come quelle che negli ultimi mesi hanno colpito il Veneto, la Liguria e la Toscana. La richiesta è stata avanzata dai vertici del Consorzio Muzza in modo informale all’assemblea romana dell’Associazione nazionale delle bonifiche delle Irrigazioni, un paio di settimane fa, alla presenza di diversi assessori regionali tra cui l’assessore lombardo al territorio Daniele Belotti, e presto sarà formalizzata agli organismi deputati al finanziamento dell’ente di bonifica, la Regione e il governo centrale. «Quaranta milioni di euro possono sembrare tanti a un’osservazione superficiale, ma se si tiene conto di quale sarebbe la spesa in caso di danni da alluvioni, allora è chiaro che la cifra appare nel suo reale valore – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica Muzza Basso Lodigiano Ettore Grecchi –. Si tratterebbe di impiegare queste risorse in un piano pluriennale di intervento destinato a ridurre sensibilmente il rischio idrogeologico, che pure c’è e che è destinato a crescere in futuro in ragione dei cambiamenti climatici e dell’impermeabilizzazione dei terreni a causa del continuo consumo del suolo». Due sono gli ambiti d’intervento nei quali agire prioritariamente. Da una parte il Consorzio individua un bisogno generale nella manutenzione dei manufatti e di tutta la rete di canali del Consorzio, compreso un adeguamento della capacità idraulica e una messa in sicurezza degli argini e delle sponde. Dall’altra invece sottolinea la necessità di un intervento puntuale per contenere il problema dell’immissione del torrente Molgora nella Muzza a nord di Paullo. In un territorio fortemente urbanizzato, le caratteristiche della portata della Molgora impongono una migliore capacità di accettare e smistare le acque in ingresso, sia con un ampliamento della stessa Muzza fino a Paullo sia con la sistemazione dell’Addetta per dare meglio sfogo alle piene improvvise. «Non c’è alcun allarmismo da fare, ma bisogna che i territori capiscano qual è la situazione reale – continua Grecchi – . Noi abbiamo investito tantissimo nel sistema di monitoraggio e previsione dell’allerta idro–meteorologica, un servizio per il quale ci stiamo convenzionando anche con comune di Lodi e Provincia di Lodi, entrambi a rischio per motivi diversi, per l’Adda il primo, la seconda invece per la quantità complessiva di acqua che riceve da nord e che mai potrebbe smaltire senza un sistema di bonifica come quello della Muzza. Nei prossimi anni, inoltre, il rischio alluvioni sarà sempre maggiore e vogliamo continuare a tenerlo lontano da Lodigiano e Sudmilano». Fonte: Il Cittadino

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