Un documento unitario, firmato dal coordinamento dei sindaci per la Paullese milanese e dall’associazione dei comuni per la mobilità sostenibile, critici verso la nuova tangenziale est esterna, per chiedere a governo e Regione di essere ascoltati. I sindaci si incontreranno l’11 maggio a Melzo. Ed entro i prossimi 20 giorni, sarà richiesto un tavolo al quale dovranno sedere per il Pirellone, il governatore Roberto Formigoni e l’assessore alla viabilità Raffaele Cattaneo, mentre per il governo è atteso il viceministro Roberto Caselli, che è delegato per le grandi infrastrutture in Lombardia. Per il momento c’è solo una disponibilità di massima a prendere parte al summit, ma nessuna risposta ufficiale che vada in tale direzione. «Il tavolo di coordinamento regionale - ha spiegato Lidia Rozzoni, sindaco di Pantigliate - questa volta dovrà essere allargato non solo ai due coordinatori, io e il sindaco di Spino Costantino Rancati, ma a tutti i sindaci e al ministro Roberto Castelli. Siamo in attesa di avere finalmente una risposta. Abbiamo unito questa richiesta ai sindaci dell’Associazione della mobilità sostenibile.C’è un aspetto però fondamentale che distingue queste due opere legate tra loro: la Paullese, indipendentemente dalla Tem e dall’accordo di programma, godeva in teoria di un finanziamento pubblico. Che non si sa come non c’è più. L’emendamento al decreto milleproroghe, per ripristinarlo, è stato bloccato. Il tavolo servirà a discutere di questi aspetti, per rimettere in fila quelle che sono le priorità». Prima la Paullese, eventualmente poi la Tem con il metrò. Altrimenti, una zona come di Paullo, il punto nevralgico per l’intersezione tra Tem e provinciale 415, sarà destinata al collasso.«L’obiettivo delle amministrazioni comunali è quello di far sì che governo e regione - ha dichiarato Claudio Mazzola, vicepresidente dell’associazione dei sindaci- rispettino gli accordi. Nel 2007 gli enti hanno sottoscritto un accordo di programma: non si parlava di Paullese perché di dava già per riqualificata: già in un cassetto dovevano essere disponibili i soldi per finanziare le opere. Abbiamo scoperto che da quel cassetto i soldi sono spariti e che l’accordo di programma è in parte carta straccia. Se è così bisogna riscriverlo. Noi continuiamo a insistere per incontrare governo e regione, che peraltro hanno dato una disponibilità di massima. Se ci diranno dopo le elezioni, un ritornello già sentito, dopo il voto si fa tutto, noi non staremo con le mani in mano». Fonte: Il Cittadino
