Il turismo del Lodigiano passa da Sant’Angelo, anzi riparte dal castello Bolognini.
Per dirlo, ieri a Sant’Angelo, c’era la giunta provinciale al completo. Una “trasferta” speciale per presentare il nuovo volto del maniero che occupa il cuore della città e una serie di giornate a “porte aperte”, organizzata da Provincia di Lodi e Fondazione Bolognini. Occasioni per vedere da vicino gli spazi del castello riqualificati grazie ad una cordata di istituzioni, fondazioni, associazioni e soggetti privati che hanno contributo alla riapertura delle sale, primo fra tutti il Salone dei Cavalieri, vero gioiello architettonico. Dall’apertura di domenica per la “Fiera di maggio” alla “Notte dei musei” del 14 maggio; sono tanti gli eventi che fino al prossimo settembre apriranno il castello. Occasioni straordinarie, le uniche in cui sarà possibile accedere al maniero, finchè non verranno completati i lavori di messa in sicurezza. «Si tratta di un progetto importantissimo per la città e per il turismo di tutta la provincia - ha detto l’assessore al bilancio provinciale, Cristiano De Vecchi, santangiolino doc - che siano felici di poter festeggiare a soli due anni dall’inizio di questa amministrazione». Una prima fase, visto ciò che ancora c’è da fare sia sul fronte del restauro che su quello della valorizzazione degli spazi museali, da oggi arricchiti da un allestimento multimediale, fatto di audio e video guide, ma anche pannelli e colonne interattive. Ma pur sempre una ripartenza, dopo i quattro anni di buio e di silenzio, in cui la Fondazione Bolognini ha lavorato di concerto con tutti i soggetti per trovare fondi e progettare i lavori. «Per cui devo molti ringraziamenti - ha detto il direttore Luigi Degano - , anche al sindaco Crespi per la collaborazione e la disponibilità». Sindaco che non ha mancato di sottolineare l’impegno di palazzo Delmati, ma non ha lesinato “stoccate” per gli impedimenti dovuti «a qualche ente che ha creato più difficoltà di quante ce ne fossero». Difficoltà che sembrano superate. «La strada per la riapertura e la valorizzazione dobbiamo percorrerla tutti insieme, senza rivendicazioni su chi ha fatto e cosa - ha detto l’assessore provinciale Nancy Capezzera - : ora dobbiamo lavorare per far conoscere questo importante pezzo di patrimonio a tutti i lodigiani, insieme ai suoi musei, finora promossi poco e male». Per l’assessore Mariano Peviani, che ha in mano le deleghe di cultura e turismo, quello di Sant’Angelo «è il primo castello del Lodigiano e la città ha tutte le carte in regola per diventare la capitale del turismo della provincia». Anche in vista dell’Expo 2015, legato al tema dell’alimentazione del pianeta e di conseguenza anche al museo del pane. «Sant’Angelo può diventare un centro di attrattiva per i visitatori stranieri in vista dell’Expo - : è il luogo di nascita di Santa Cabrini, ha il castello e un importante museo. Può aiutare tutto il Lodigiano ad avere una marcia in più. La valorizzazione del nostro patrimonio culturale è la nostra risorsa. E quest’apertura per noi è un punto di partenza». Al tavolo dei relatori anche Maria Paolo Esposito, per la Camera di commercio di Lodi, Piercarlo Mattea per la Fondazione Cariplo e Rocco Giannoni, presidente dell’associazione “Amici del castello”, che ha lanciato la sfida perché il Museo del pane diventi la vera unicità del castello. Al maniero, ora, manca solo un fantasma per attirare i visitatori. Fonte: Il Cittadino
