venerdì 6 maggio 2011

Castelnuovo - Agli stranieri provenienti dal Piemonte sequestrati canne e materiale per la pesca. Pesca di frodo, nuovo blitz sul Po. Una “squadra” di romeni catturava carpe illegalmente

Un altro blitz della polizia provinciale contro i pescatori di frodo. Venerdì scorso, lungo la sponda sinistra del Po, nel territorio di Castelnuovo, una pattuglia, insieme alle guardie volontarie che fanno capo a palazzo San Cristoforo, ha passato al setaccio il fiume. Sono stati controllati dieci pescatori di nazionalità romena provenienti da Torino.In particolare, a quattro persone sono state contestate alcune violazioni: avevano catturato un esemplare di carpa la cui pesca è vietata per legge dal 15 aprile al 15 giugno, per questo dovranno pagare una multa di oltre mille euro. La squadra in azione ha proceduto al sequestro amministrativo cautelare del pesce illecitamente catturato, che è stato immediatamente reintrodotto in acqua perché ancora vivo.Inoltre, sono state sequestrate nella circostanza due canne-lenza, vietate poiché utilizzate in numero superiore a quello consentito dalle norme.Gli uomini della polizia provinciale, guidati dal comandante Angelo Miano, insieme alle guardie volontarie, il week-end precedente avevano notato la presenza di alcuni bracconieri nella località denominata “Isola Bettolino”, a Castelnuovo. Si tratta di una zona che in questo periodo dell’anno è completamente circondata d’acqua, in parte dalla sponda sinistra del fiume Po e in parte da una lanca che nasce e sfocia dal fiume stesso. L’accesso è possibile solo grazie a un’imbarcazione, mentre si può attraversare a piedi solamente in un punto in cui il livello dell’acqua arriva a circa 70-80 centimetri.I pescatori di frodo, però, non appena intravista la pattuglia a bordo dell’imbarcazione di servizio, si sono dati alla fuga, nonostante l’invito a fermarsi da parte del personale.Scappando in fretta e furia, i bracconieri hanno lasciato sul posto alcuni attrezzi, tra cui quattro canne lenza con mulinello, un guadino, una rete di grande cattura denominata “tramaglio da posta” lunga circa 25 metri, un canotto in gomma della lunghezza di circa 3 metri, utilizzato per posare la rete tramaglio nel fiume Po. Il materiale da pesca è stato sottoposto a sequestro amministrativo e portato presso il comando per la custodia. L’operazione è terminata con il controllo di otto persone di nazionalità romena, tutte impegnate nell’attività di pesca dilettantistica e in regola con la relativa licenza. La Provincia di Lodi sottolinea l’importanza della collaborazione tra la polizia provinciale e il servizio volontario di vigilanza, un “patto di ferro” che permette di controllare con più efficacia ciò che accade sul territorio. Fonte: Il Cittadino
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