Con la Tem (tangenziale est esterna) si creerà un muro tra Zelo e
Paullo, una barriera tra le province di Lodi e Milano. Su due
cavalcavia, alti fino a sette metri, scorrerà la tangenziale est esterna
che disegnerà una ferita sul territorio dalla Paullese fino al polo
artigianale zelasco. Una ferita insanabile, che non si potrà alleviare
nemmeno grazie al passaggio in trincea dell’autostrada, visto che la
proposta del comune di Zelo è stata bocciata. Ecco perché a Zelo è
scattata la protesta contro l’infrastruttura, che il comune non intende
accettare al di là delle promesse di opere compensative giudicate dovute
ma insufficienti, senza l’interramento massimo della Tem. Di tutto
questo si è discusso martedì in sala consiliare all’assemblea indetta
dal comitato “No Tem-Sì Metro” e dal gruppo locale del Pd, con al tavolo
come relatori Giacomo Sartori (esponente locale del Pd), Roberta Vagni
(coordinatrice del Pd di Zelo), Francesca Di Bella (capogruppo di “A
Sinistra per Cambiare Paullo”), Baldovino Fasano (ex assessore del
comune di Tavazzano), Massimo Gatti (consigliere provinciale di
“Un’altra Provinci”) e l’assessore del comune di Zelo Giuseppe Alessi.
L’assessore alla viabilità ha evidenziato il tema della chiusura di via
Dante, che come da accordi e come prescritto dal Cipe (Comitato
interministeriale per la programmazione economica), doveva rimanere
aperta dove sorge il polo artigianale. «Al posto dei campi verdi,
vedremo strade che salgono e scendono, quando, interrando la Tem, il
problema sarebbe risolto», aggiunge. Diversi gli interventi durante la
serata e tanti i commenti circa l’argomento, uniti fondamentalmente da
alcuni punti cardine. Innanzitutto il non rispetto degli accordi di
programma, come affermano Sartori, Fasano e Daniele Alghisi del Cpm3
(Comitato per il prolungamento della metropolitana 3). Quest’ultimo
dichiara: «C’era un progetto alternativo alla Tem, che costava meno, ma è
stato rigettato. Si ruppe il fronte dei comuni dietro false promesse
rispetto all’arrivo della metropolitana». Viene quindi introdotta la
questione traffico ed inquinamento da Sartori, che quantifica
matematicamente il possibile flusso di veicoli che transiteranno sulla
tangenziale. Si parla di 70mila al giorno, per lo più camion, per
un’uscita dal casello di Zelo-Paullo di circa 17mila mezzi. «La Tem
senza metrò ed il raddoppio di Paullese, diventa solo un problema di
inquinamento», afferma Sartori. Anche Francesca Di Bella mette in primo
piano l’impatto ambientale che quest’opera avrà: «Un mondo a sé verrà
distrutto - dichiara - lì passerà un nastro d’asfalto che tutto
cancellerà» . Un’altra conseguenza della costruzione di questa
infrastruttura sarà la perdita d’importanza della ciclabile che collega
Paullo a Zelo, come osserva Andrea Casarini del Wwf. Molteplici ed
articolati gli interventi che “condannano” la poca informazione che sta
alla base di quest’opera, uniti all’amarezza del rigetto di un progetto
alternativo alla Tem, che aveva minor costo, ma del quale non si è avuta
considerazione. «Comunque non è finita qui» commenta Gatti, invocando
un possibile ricorso legale al capo dello Stato. Fonte: Il Cittadino
