giovedì 2 giugno 2011

«La Tem, un muro tra Paullo e Zelo» - Il comitato boccia la colata di cemento e rilancia con l’interramento della strada: «Pronti a ricorrere a Napolitano». Levata di scudi contro i cavalcavia alti fino a sette metri

Con la Tem (tangenziale est esterna) si creerà un muro tra Zelo e Paullo, una barriera tra le province di Lodi e Milano. Su due cavalcavia, alti fino a sette metri, scorrerà la tangenziale est esterna che disegnerà una ferita sul territorio dalla Paullese fino al polo artigianale zelasco. Una ferita insanabile, che non si potrà alleviare nemmeno grazie al passaggio in trincea dell’autostrada, visto che la proposta del comune di Zelo è stata bocciata. Ecco perché a Zelo è scattata la protesta contro l’infrastruttura, che il comune non intende accettare al di là delle promesse di opere compensative giudicate dovute ma insufficienti, senza l’interramento massimo della Tem. Di tutto questo si è discusso martedì in sala consiliare all’assemblea indetta dal comitato “No Tem-Sì Metro” e dal gruppo locale del Pd, con al tavolo come relatori Giacomo Sartori (esponente locale del Pd), Roberta Vagni (coordinatrice del Pd di Zelo), Francesca Di Bella (capogruppo di “A Sinistra per Cambiare Paullo”), Baldovino Fasano (ex assessore del comune di Tavazzano), Massimo Gatti (consigliere provinciale di “Un’altra Provinci”) e l’assessore del comune di Zelo Giuseppe Alessi. L’assessore alla viabilità ha evidenziato il tema della chiusura di via Dante, che come da accordi e come prescritto dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), doveva rimanere aperta dove sorge il polo artigianale. «Al posto dei campi verdi, vedremo strade che salgono e scendono, quando, interrando la Tem, il problema sarebbe risolto», aggiunge. Diversi gli interventi durante la serata e tanti i commenti circa l’argomento, uniti fondamentalmente da alcuni punti cardine. Innanzitutto il non rispetto degli accordi di programma, come affermano Sartori, Fasano e Daniele Alghisi del Cpm3 (Comitato per il prolungamento della metropolitana 3). Quest’ultimo dichiara: «C’era un progetto alternativo alla Tem, che costava meno, ma è stato rigettato. Si ruppe il fronte dei comuni dietro false promesse rispetto all’arrivo della metropolitana». Viene quindi introdotta la questione traffico ed inquinamento da Sartori, che quantifica matematicamente il possibile flusso di veicoli che transiteranno sulla tangenziale. Si parla di 70mila al giorno, per lo più camion, per un’uscita dal casello di Zelo-Paullo di circa 17mila mezzi. «La Tem senza metrò ed il raddoppio di Paullese, diventa solo un problema di inquinamento», afferma Sartori. Anche Francesca Di Bella mette in primo piano l’impatto ambientale che quest’opera avrà: «Un mondo a sé verrà distrutto - dichiara - lì passerà un nastro d’asfalto che tutto cancellerà» . Un’altra conseguenza della costruzione di questa infrastruttura sarà la perdita d’importanza della ciclabile che collega Paullo a Zelo, come osserva Andrea Casarini del Wwf. Molteplici ed articolati gli interventi che “condannano” la poca informazione che sta alla base di quest’opera, uniti all’amarezza del rigetto di un progetto alternativo alla Tem, che aveva minor costo, ma del quale non si è avuta considerazione. «Comunque non è finita qui» commenta Gatti, invocando un possibile ricorso legale al capo dello Stato. Fonte: Il Cittadino
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