Sono iniziate o no le manutenzioni al laghetto di via Volturno? A quanto
pare sì, visto che da due giorni si vedono operai intenti a mettere
pali attorno al “tesoro” azzurro del quartiere, ma il Comitato dei
residenti vorrebbe dal comune una maggior chiarezza che non arriva. È
questo l’ultimo sviluppo caduto sotto l’occhio attento dell’organismo
che rappresenta l’importante quartiere ovest. A fine maggio sembra
iniziato davvero un qualche tipo di lavoro nello specchio d’acqua al
quale gli abitanti tengono moltissimo, ma le opere in corso restano un
po’ avvolte dal mistero. Anche se gli operai che sono rimasti diverse
ore ieri mattina sul posto, a mezza voce e non ufficialmente confermano
che la riqualificazione è iniziata. Nel frattempo comunque il Comitato
non manca di far notare che la vicenda è irrisolta da dieci mesi e se
anche sta arrivando ad un qualche esito, le condizioni di degrado devono
essere superate definitivamente. In una nota firmata da tutti, compreso
il presidente Gianluca Sartore, si comincia a far memoria che i guai
sono iniziati addirittura l’estate scorsa. «I problemi in via Volturno
sono legati innanzitutto alla pompa di alimentazione, che nell’estate
2010 si è rotta per l’ennesima volta - questo l’avvio - rendendo
impossibile in questo modo il ricircolo dell’acqua e la sua
ossigenazione. Da quel momento l’acqua (che arriva tutta dalla rete, non
da cavi e colatori, nda) ha cominciato ad imputridire rendendo i pochi
metri quadrati sempre più simili a uno stagno». Nel bacino vivono anche
pesci e tartarughe che già l’estate scorsa se la sono vista brutta in un
ambiente sempre più inospitale. Il Comitato per la verità punta
l’indice anche sulle non esaltanti condizioni di altri elementi urbani, i
camminamenti pedonali ad esempio: « l’acciottolato attorno all’ellisse
d’acqua è rovinato da molti anni come i percorsi circostanti. Mancano
inoltre panchine e arredi urbani che permetterebbero di rendere più
fruibile questa testimonianza verde ». A questo punto l’ente che manda
avanti il suo attivissimo blog elenca i numerosi tentativi di dialogo
fatti con il «palazzo»: « già a settembre abbiamo esplicitamente chiesto
al vicesindaco ed allora assessore all’ambiente Claudio Monti di
escludere l’idea dell’interramento dell’area, risolvendo il problema dei
costi di fornitura idrica scavando un pozzo artesiano. In seguito
abbiamo richiesto la consulenza del Wwf Sud Milano e quindi della
Protezione Civile, che è intervenuta assieme all’assessore alla
sicurezza Simona Gargani, constatando la necessità di immettere circa
20mila litri di acqua fresca. Fino a tutto maggio alle nostre istanze ha
fatto seguito una vaghezza di intenzioni che ci spinge a prendere in
considerazione forme più forti di protesta». Ieri qualcosa sembra
essersi visto, ma senza molta trasparenza. Fonte: Il Cittadino