«In tutto il Lodigiano e il Milanese i cittadini si stanno mobilitando:
l’assessore Fasano non è una voce solitaria», ha esclamato il
coordinatore di Rifondazione Comunista di Lodi, Enrico Bosani, al
centinaio di manifestanti radunati domenica mattina per protestare
contro la tangenziale esterna milanese e la variante della
discordia.Tavazzano è al centro di un acceso dibattito negli ultimi
mesi, da quando l’assessore all’ambiente Baldovino Fasano, di
Rifondazione Comunista, si è dimesso per protesta contro la modifica del
progetto presentato in via preliminare e approvato da Tem e Comune di
Tavazzano.«Questo nuovo progetto va a rovinare l’unica area del sud
milanese che ancora non è stata devastata dal cemento», ha commentato lo
stesso Fasano quando il corteo, partito verso le dieci dal municipio,
ha raggiunto il parco del “Primo Maggio”, dopo aver attraversato due
volte la via Emilia, facendosi sentire ma senza creare problemi al
traffico.«Stanno vendendo il nostro futuro e la nostra salute in nome
del denaro» gli ha fatto eco l’ex-sindaco, Giuseppe Stroppa, anch’egli
presente per condividere il disappunto nei confronti dell’attuale
amministrazione».«Aumentano i pedaggi e tagliano sulle opere di
compensazione che avevano promesso - ha detto Giancarlo Broglia,
segretario del comitato “No Tem, sì Metro” - spiegando che la Tem sarà
la strada più cara d’Italia: 4,50 euro di pedaggio per 32 chilometri di
tracciato.Le mobilitazioni saranno poderose, a quanto annunciano gli
organizzatori: si parla di altre manifestazioni a Tavazzano, ma,
soprattutto, di un ricorso speciale al Capo dello Stato. «Stiamo
valutando se ci siano i termini - ha dichiarato il consigliere
provinciale di Milano Massimo Gatti - vista l’importanza delle
conseguenze di questa situazione sulla cittadinanza».A gran voce si è
parlato di una nuova idea di progresso, che non prevede cemento e
autostrade, ma energie rinnovabili e ambiente, inscrivendosi anche nella
propaganda a favore del “sì” al referendum del prossimo
finesettimana.Proprio per il referendum stava in piazza un gazebo del
Pd. Chiedendo un commento al vicesindaco, quest’ultimo s’è dimostrato
fermo sulle posizioni della giunta e del sindaco Giuseppe Russo: «Liberi
di manifestare, ma noi non abbiamo cacciato nessuno: Fasano si è
dimesso. Bisogna capire, inoltre, che la politica non è questione di
principio, ma di servizio dei cittadini», ha detto il vicesindaco Luigi
Altieri, spiegando che il nuovo progetto è migliore del primo, in quanto
prevede una strada di otto metri di larghezza, lontana 250 metri dalle
ultime case di Villavesco. In questo modo, secondo l’amministrazione
comunale, si eviterà il passaggio di 70 mila automobili al giorno nel
centro del paese quando verrà aperto il casello della Tem a Sordio. Fonte: Il Cittadino
