lunedì 6 giugno 2011

«No alla “variante” di Tavazzano: distruggeranno questo territorio»

«In tutto il Lodigiano e il Milanese i cittadini si stanno mobilitando: l’assessore Fasano non è una voce solitaria», ha esclamato il coordinatore di Rifondazione Comunista di Lodi, Enrico Bosani, al centinaio di manifestanti radunati domenica mattina per protestare contro la tangenziale esterna milanese e la variante della discordia.Tavazzano è al centro di un acceso dibattito negli ultimi mesi, da quando l’assessore all’ambiente Baldovino Fasano, di Rifondazione Comunista, si è dimesso per protesta contro la modifica del progetto presentato in via preliminare e approvato da Tem e Comune di Tavazzano.«Questo nuovo progetto va a rovinare l’unica area del sud milanese che ancora non è stata devastata dal cemento», ha commentato lo stesso Fasano quando il corteo, partito verso le dieci dal municipio, ha raggiunto il parco del “Primo Maggio”, dopo aver attraversato due volte la via Emilia, facendosi sentire ma senza creare problemi al traffico.«Stanno vendendo il nostro futuro e la nostra salute in nome del denaro» gli ha fatto eco l’ex-sindaco, Giuseppe Stroppa, anch’egli presente per condividere il disappunto nei confronti dell’attuale amministrazione».«Aumentano i pedaggi e tagliano sulle opere di compensazione che avevano promesso - ha detto Giancarlo Broglia, segretario del comitato “No Tem, sì Metro” - spiegando che la Tem sarà la strada più cara d’Italia: 4,50 euro di pedaggio per 32 chilometri di tracciato.Le mobilitazioni saranno poderose, a quanto annunciano gli organizzatori: si parla di altre manifestazioni a Tavazzano, ma, soprattutto, di un ricorso speciale al Capo dello Stato. «Stiamo valutando se ci siano i termini - ha dichiarato il consigliere provinciale di Milano Massimo Gatti - vista l’importanza delle conseguenze di questa situazione sulla cittadinanza».A gran voce si è parlato di una nuova idea di progresso, che non prevede cemento e autostrade, ma energie rinnovabili e ambiente, inscrivendosi anche nella propaganda a favore del “sì” al referendum del prossimo finesettimana.Proprio per il referendum stava in piazza un gazebo del Pd. Chiedendo un commento al vicesindaco, quest’ultimo s’è dimostrato fermo sulle posizioni della giunta e del sindaco Giuseppe Russo: «Liberi di manifestare, ma noi non abbiamo cacciato nessuno: Fasano si è dimesso. Bisogna capire, inoltre, che la politica non è questione di principio, ma di servizio dei cittadini», ha detto il vicesindaco Luigi Altieri, spiegando che il nuovo progetto è migliore del primo, in quanto prevede una strada di otto metri di larghezza, lontana 250 metri dalle ultime case di Villavesco. In questo modo, secondo l’amministrazione comunale, si eviterà il passaggio di 70 mila automobili al giorno nel centro del paese quando verrà aperto il casello della Tem a Sordio. Fonte: Il Cittadino
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