venerdì 3 giugno 2011

Uno stormo in sosta sulle colline di San Colombano

Uno stormo di una ventina di cicogne adulte staziona da alcuni giorni nei campi attorno alla cascina Bovera: l’insolito e straordinario spettacolo dura a San Colombano almeno da martedì e secondo gli esperti potrebbe finire da un momento all’altro. La prima segnalazione si è avuta martedì pomeriggio e sembrava potesse essere solo uno stormo di passaggio in sosta momentanea, ma poi mercoledì e ieri l’avvistamento è stato ripetuto e continuativo, per tutto il giorno: nei campi attorno alla cascina Bovera c’è uno stormo di una ventina di cicogne adulte. Martedì ne sono state contate 12, ma i giorni successivi erano almeno 18 e forse altri esemplari vanno e vengono dalle zone vicine rendendo difficile determinare il numero esatto degli animali. All’apparenza si tratterebbe di esemplari adulti e sicuramente non sono inanellati, particolare che dà forza all’ipotesi del gruppo comunque in transito. «Potrebbe essere la coda di un gruppo più grande in migrazione - spiega Marco Siliprandi del Grol, il Gruppo ricerche ornitologiche lodigiano -. Anche se la stagione è molto avanti, quest’anno la migrazione ha avuto un andamento anomalo, tanto che lo stormo di cicogne più grande mai osservato in transito nel Mediterraneo è passato sopra Malta solo poche settimane fa. Potrebbe essere dunque anche questo di San Colombano uno stormo in migrazione ritardata, che magari si è fermato per riposarsi e per rifocillarsi in attesa di riprendere forza e partire verso la destinazione finale». Il gruppo di cicogne si accompagna a un altro stormo di uccelli, una trentina di gabbiani, e staziona nei campi compresi tra la cascina Bovera e la strada provinciale 19, da cui sono ben visibili. Nei giorni scorsi i campi sono stati allagati per l’irrigazione, e questo ha sicuramente favorito per gli uccelli la ricerca di cibo con piccoli roditori, vermi e grandi insetti che non potevano nascondersi sotto terra. La sosta delle cicogne potrebbe dipendere proprio dall’aver trovato cibo in abbondanza e quindi potrebbe terminare una volta esaurito o quando gli uccelli abbiano ripreso forza a sufficienza. «Ma è un fenomeno particolare, e se la sosta proseguisse sarebbe da seguire con interesse - continua Siliprandi -. Penso che nel giro di qualche giorno saranno partite verso altre destinazioni, ma in fondo la colonizzazione di nuove aree avviene anche in questo modo».Fonte: Il Cittadino
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