La Paullese diventa un’opera d’ineresse nazionale. E, il suo
finanziamento una priorità dopo l’approvazione della risoluzione in
Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera. Un traguardo
importante, perché sarebbe stato anche individuato lo strumento per
reperire i 170 milioni necessari per completare l’opera: il
riassorbimento e la redistribuzione dei mutui non utilizzati per altre
infrastrutture. Chissà però quanti soldi si potranno recuperare in
questo modo. Al momento, infatti, il fondo è pari a zero. Il coro dei
sindaci sottolinea che si tratta comunque di un passaggio fondamentale
all’interno di un percorso su cui tutte le istituzioni e le forze
politiche del territorio hanno lavorato in sinergia per il
riconoscimento dell’ex statale 415 come priorità. La risoluzione
chiedeva l’impegno al Governo «ad assumere le opportune iniziative per
l’immediato finanziamento dell’intera opera di riqualificazione, ed in
particolare dei lotti che risultano carenti di risorse finanziarie,
ossia del tratto cremonese, da Spino d’Adda a Dovera, e del Ponte
sull’Adda, anche utilizzando le risorse provenienti dalla revoca dei
mutui di cui all’articolo 46 del decreto-legge n. 78 del 2010, allo
scopo di garantire la celere prosecuzione dei lavori». La commissione
finanze della Camera dei deputati ha detto di sì, inserendo il raddoppio
della Paullese tra le infrastruttura più importanti, quelle che
potranno avere copertura col recupero di mutui non sfruttati da altri
progetti. Ora bisognerà attendere che il fondo venga finanziato ed i
tempi non sono certi ma la notizia rappresenta un passo in avanti tanto
che il presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini si è
detto soddisfatto: «Accolgo con grande favore la notizia
dell’inserimento della Paullese fra le opere pubbliche di interesse
nazionale. Proprio nei giorni scorsi come provincia di Cremona abbiamo
lavorato con l’onorevole Silvana Comaroli (deputata soncinese del
Carroccio, Ndr) per condurre a termine un passaggio così importante. Ora
si apre la possibilità concreta di riavere i finanziamenti tramite i
mutui non attivati per altre opere pubbliche. Si tratta di un passaggio
fondamentale all’interno di un percorso su cui tutte le istituzioni e le
forze politiche del territorio hanno lavorato in sinergia». Non che il
problema sia risolto. Tutt’altro. È per questo motivo che i sindaci
dovranno stabilire il da farsi. All’assemblea per la Paullese, che si
terra questa sera (venerdì) a Pandino, occorrerà prima di tutto decidere
per la firma del protocollo d’intesa con Governo, Regione e province
relativo la possibile ricalendarizzazione degli interventi e i
finanziamenti. Fonte: Il Cittadino
