giovedì 25 agosto 2011

L’altra grande strada, tra Lodigiano e Sudmilano, è la tangenziale est esterna milanese che porterà con sé interventi collegati per un investimento di circa 500 milioni di euro. Ad agosto il progetto definitivo ha ottenuto il via libera da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), nella sua ultima versione, scritta grazie all’intesa tra Società tangenziali esterne, Regione, comuni e altri enti locali che hanno limato circa 150 milioni di costi. A questo punto la nuova tangenziale, con un impegno finanziario attorno ai 1700 milioni di euro, i cantieri partiranno per la fine dell’anno: ad ottobre potrebbe decollare la grande infrastruttura, in anticipo rispetto al termine ultimo fissato per l’inizio dei lavori a dicembre 2011.
La Società Concessionaria Tangenziale Esterna Spa, pubblicato il testo della delibera, dovrà aggiornare il Progetto dell’opera sulla base delle richieste, inviate da privati ed enti locali, accolte dal Cipe. Solo allora sarà possibile inaugurare la posa della prima pietra. «Non ci sono molte novità, oltre a queste - dice il sindaco di Paullo Claudio Mazzola -: dovremo aspettare due settimane per ottenere tutta la documentazione. Per capire cioè cosa è stato approvato e soprattutto per decidere se adire le vie giudiziarie oppure no. Alcuni comuni hanno latenti dei ricorsi e devono scegliere se portarli avanti». L’apertura del cantiere dipenderà dunque anche dalla scelta che faranno le amministrazioni comunali, ma probabilmente avranno un peso al contempo i comitati contrari alla realizzazione dell’opera. «Dal canto nostro siamo stati, siamo e saremo al fianco dei comitati, dei cittadini e dei Comuni che si stanno battendo per impedire lo scempio di un’ opera inutile e dannosa per la salute e per l’ambiente - afferma risoluto Massimo Gatti, consigliere provinciale di Un’Altra Provincia -. In questo senso tengo a sottolineare che io fui uno dei pochissimi consiglieri che votarono contro il progetto di ricapitalizzazione della società Tem, e quindi per il suo scioglimento, discusso in consiglio provinciale nel luglio del 2005.Nei provvedimenti amministrativi ci siamo sempre espressi a favore del trasporto pubblico e contro le nuove autostrade. Non a caso, anche la delibera del 14 luglio 2011 con la quale, di fatto, la Provincia ha svenduto la sua partecipazione in Serenissima per finanziare la Tem, ha visto il nostro voto contrario». Adesso parte la corsa per rispettare i tempi previsti di realizzazione delle opere, con la necessità di completare l’Arco Tem, consentendo la piena funzionalità della Brebemi entro il 2013.Fonte: Il Cittadino
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