Il primo passo è ormai ultimato. E le biciclettate sicure a Motta
Vigana, frazione di Massalengo tagliata in due dalla trafficata
provinciale 23, sono più vicine. Mancano solo gli ultimi ritocchi al
taglio del nastro della nuova ciclabile, costruita nel tratto che dalla
rotonda per Villanova del Sillaro conduce fino alle porte della
frazione. Il tracciato corre proprio di fianco alla rotatoria sulla
provinciale, qualche metro sotto il livello della strada, separata dai
campi da una staccionata in legno, in tutto e per tutto simile a quella
già installata in altri punti del tracciato provinciale.
Rinforzata
nella curva più pericolosa da un muro di contenimento in cemento, la
pista arriva fino a via Fermi, la prima delle traverse che si inoltrano
nelle case della frazione. I lavori sono iniziati nel mese di aprile con
una base d’asta di 139mila euro, aggiudicati alla ditta Camanini di
Codogno, con un ribasso del 21 per cento in una gara ad invito. «Siamo
molto soddisfatti per questo prima passo - ha detto in merito il sindaco
di Massalengo, Domenico Papagni - : abbiamo realizzato un percorso
sicuro per chi percorre abitualmente in bicicletta quel tratto di
strada, su cui ogni giorno passano centinaia di camion». A questo primo
percorso se ne aggiungeranno altri che renderanno Motta Vigana a misura
di due ruote. «La nostra idea è quella di congiungere la parte di
frazione che si affaccia sulla provinciale a quella di nuova
costruzione, nata alle sue spalle - ha aggiunto il sindaco Papagni - :
ora siamo al lavoro sui nuovi tracciati che dovranno creare un ovale in
grado di unire il paese, oggi disgregato e con pochi servizi». Un
intervento, quello sulla ciclabile, pesantemente contestato dalle
minoranze consiliari, che lo hanno più volte giudicato uno spreco di
denaro, in virtù della presenza di un altro tracciato proprio di fronte
al nuovo. La nuova pista si collega ai tracciati esistenti, ma elimina
la necessità di attraversare la provinciale per proseguire il cammino
verso Borghetto. Togliendo, di fatto, anche i rischi connessi alla
velocità dei veicoli che sfrecciano sulla provinciale. Sui “vecchi”
percorsi, però, la vita non è facile. Non mancano staccionate spezzate o
addirittura divelte, ma anche le indicazioni che dicano,
all’appassionato delle due ruote, dove andare quando la ciclabile si
interrompe all’improvviso. Fonte: Il Cittadino