Chi non vuole nuove autostrade sul territorio, chi crede non servano a
mitigare il problema del traffico ma invece fungano da catalizzatore per
nuovi veicoli e insediamenti logistici, si ritroverà sabato e domenica
17 e 18 settembre a Paullo. In un campo, a ridosso della Paullese, verrà
organizzata la prima festa “No Tem”, promossa dai comitati “No Tem - Sì
Metro”. Non saranno i soli, perché ha già annunciato la propria
presenza il Cpm3, che con il suo presidente Daniele Alghisi si fa
propugnatore «di un fronte comune che non fiacchi e disperda le forze».
In ogni caso nei due giorni ci saranno tanti volontari all’opera e ci
sarà possibilità di ristoro, musica e dibattiti per questa prima festa
interprovinciale che riunisce il sud est Milano, il Lodigiano e il
Cremasco. Un’azienda agricola, gravemente colpita dalla tangenziale, ha
messo a disposizione i terreni che verranno fagocitati dal fiume
d’asfalto che si porterà dietro l’autostrada. Per il momento però viene
tenuto segreto il nome dell’azienda agricola. Dal 16 al 19 settembre i
volontari (per i quali si cercano adesioni) saranno all’opera per
allestire, presidiare e poi smontare le attrezzature. Si cerca la
disponibilità di chi possa fornire gazebo, tavoli e sedie; sono poi
graditi piatti pronti per il pranzo sociale programmato per il 18
settembre. «Il programma della festa - spiega Giancarlo Broglia,
referente del comitato - verrà reso pubblico nei giorni prossimi. Ma il
significato di questa festa sta nell’unione, convinta, contro un’opera
che devasterà il nostro territorio. Mi chiedo come altri possano
pensarla come una risorsa, come la miniera d’oro per la Hollywood
padana: a me viene da ridere quando si avanzano simili paragoni come ha
fatto un rappresentante di Melegnano della Lega. Eppure mi ricordo che
dal Carroccio a marzo sono state registrate posizioni critiche proprio
sulla Tem. A chi si vanta di essere lombardo, io dico che il lombardo
vero dovrebbe difendere il proprio territorio. Difenderlo da una strada
che lo deturperà, porterà inquinamento, altri tumori in una provincia
che ne registra un numero altissimo».Fonte: Il Cittadino
