sabato 20 agosto 2011

Paullo - Una festa contro il fiume di cemento

Chi non vuole nuove autostrade sul territorio, chi crede non servano a mitigare il problema del traffico ma invece fungano da catalizzatore per nuovi veicoli e insediamenti logistici, si ritroverà sabato e domenica 17 e 18 settembre a Paullo. In un campo, a ridosso della Paullese, verrà organizzata la prima festa “No Tem”, promossa dai comitati “No Tem - Sì Metro”. Non saranno i soli, perché ha già annunciato la propria presenza il Cpm3, che con il suo presidente Daniele Alghisi si fa propugnatore «di un fronte comune che non fiacchi e disperda le forze».
In ogni caso nei due giorni ci saranno tanti volontari all’opera e ci sarà possibilità di ristoro, musica e dibattiti per questa prima festa interprovinciale che riunisce il sud est Milano, il Lodigiano e il Cremasco. Un’azienda agricola, gravemente colpita dalla tangenziale, ha messo a disposizione i terreni che verranno fagocitati dal fiume d’asfalto che si porterà dietro l’autostrada. Per il momento però viene tenuto segreto il nome dell’azienda agricola. Dal 16 al 19 settembre i volontari (per i quali si cercano adesioni) saranno all’opera per allestire, presidiare e poi smontare le attrezzature. Si cerca la disponibilità di chi possa fornire gazebo, tavoli e sedie; sono poi graditi piatti pronti per il pranzo sociale programmato per il 18 settembre. «Il programma della festa - spiega Giancarlo Broglia, referente del comitato - verrà reso pubblico nei giorni prossimi. Ma il significato di questa festa sta nell’unione, convinta, contro un’opera che devasterà il nostro territorio. Mi chiedo come altri possano pensarla come una risorsa, come la miniera d’oro per la Hollywood padana: a me viene da ridere quando si avanzano simili paragoni come ha fatto un rappresentante di Melegnano della Lega. Eppure mi ricordo che dal Carroccio a marzo sono state registrate posizioni critiche proprio sulla Tem. A chi si vanta di essere lombardo, io dico che il lombardo vero dovrebbe difendere il proprio territorio. Difenderlo da una strada che lo deturperà, porterà inquinamento, altri tumori in una provincia che ne registra un numero altissimo».Fonte: Il Cittadino
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