sabato 26 novembre 2011

San Donato - Dompè su cascina Ronco: «Saniamo una situazione»

Giovedi sera al Centro polifunzionale di Poasco si è scritto un nuovo capitolo della lunga e complessa storia di cascina Ronco. Un altro momento in stile “tribunale”. Il sindaco Mario Dompè, il dirigente del settore territorio Alberto Schgor e i progettisti estensori del Piano di recupero si sono confrontati con una cinquantina di cittadini sulla patata bollente della cascina “in via di sfratto”. Boati e voci grosse hanno dominato il quadro, fuori c’erano i carabinieri. Il sindaco ha preso la parola e ha ripercorso il sentiero degli ultimi mesi:«Andiamo ad intervenire, a sanare una situazione che è sul tappeto da due decenni, perché il vincolo di dismissione dell’attività agricola e zootecnica risale a quell’epoca - così Dompè -.

Ci sono state varie giunte da allora che hanno riproposto costantemente questa ipotesi, un ambito di riconversione residenziale, che è peraltro quella recepita dal Piano regolatore antecedente l’attuale Piano di governo del territorio. Il Prg del 1996 prevedeva queste esatte volumetrie senza alcun intervento di mitigazione». «È fuori discussione negoziare con il Parco Sud il raddoppio di via Unica - ha aggiunto -. Le ipotesi degli anni Novanta non prendevano in minima considerazione un potenziamento viabilistico, quindi non imputate a noi quello che non è nostro». I tecnici hanno annotato: «Noi possiamo garantire e di fatto abbiamo garantito le condizioni per continuare l’agricoltura, ma non è nei poteri di alcun municipio “imporre” con il Pgt un’attività o l’altra», ha chiarito Schgor. Tali punti di vista sono stati criticati nel modo più frontale dalla maggioranza dei presenti. Una prima sciagurata avventura viene identificata proprio nel fattore traffico: «Già oggi con il Piano regolatore a Poasco sono in costruzione 80 abitazioni nuove, ci chiediamo cosa accadrà con altre 250 », insorgono molti. Alcuni si chiedono a che cosa serva il Pgtu, il Piano generale del traffico urbano votato poche settimane fa, «se non ad affrontare nodi cruciali come il traffico di Poasco». Secondo l’ex sindaco Gabriella Achilli, oggi in minoranza, «il Piano che voi presentate aumenta i volumi rispetto al nostro e non fa capire assolutamente dove sia la struttura nella quale continuerebbe la conduzione agricola dei fondi». La rappresentante di Italia Nostra Sud Est Milano vede una «grave approssimazione» nel datare cascina Ronco all’Ottocento, «quando sono state individuate con sicurezza parti del Cinquecento e probabilmente anche medioevali».Fonte: Il Cittadino
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