Fiamme gialle nella sede dell’Acs (Azienda comunale servizi), dove nella
giornata di martedì sono stati sequestrati dei documenti relativi
all’appalto per il servizio di refezione scolastica assegnato a fine
agosto 2009 alla società Vivenda. L’attenzione viene puntata su quella
che è stata una gara inedita per il territorio di San Donato,
soprattutto per quanto concerne la durata dell’assegnazione, pari a sei
anni, con possibilità di rinnovo, a seguito dell’inserimento nel
capitolato degli interventi di ristrutturazione dei centri cottura.
La
partita di grande calibro si era aperta con un prezzo a base d’asta pari
a 14 milioni 850mila euro per la fornitura di 450mila pasti all’anno
serviti nelle scuole e nella mensa per il personale del comune. Sembra
che la guardia di finanzia abbia raggiunto il quartier generale di
Bolgiano della multiservizi sandonatese, aprendo una serie di
interrogativi tra il personale, a seguito di un’indagine più ampia. Alla
richiesta di un commento il Comune ieri ha risposto con una nota, in
cui il sindaco Mario Dompé ha dichiarato: «Il gestore del servizio di
refezione è partner da molti anni del nostro Comune. Anche l’ultima gara
di affidamento dell’appalto, come previsto dai regolamenti e dalla
legge, è stata seguita da una commissione tecnica che ha fatto le sue
valutazioni. Nel caso che risultasse qualche anomalia è chiaro che i
cittadini, il Comune e Acs sarebbero parte lesa e, di conseguenza,
provvederemo ad adottare le cautele dovute. Non ci resta che seguire con
attenzione gli accertamenti confidando nella professionalità degli
uomini delle Fiamme gialle». Proprio nelle scorse settimana la minoranza
ha puntato il dito verso la municipalizzata, con solleciti di
approfondimenti soprattutto per quanto riguarda conti, strategie e
prospettive. Le forze di centrosinistra si sono anche alleate in una
richiesta congiunta rivolta all’esecutivo in carica di affrontare in
aula consiliare la situazione economica e di gestione dell’Acs. La
pagina dei chiarimenti in sede ufficiale si aprirà nella serata di
mercoledì, in cui è stato convocato un consiglio comunale dedicato
all’azienda, che gestisce le farmacie e una serie di altri servizi. Nel
frattempo nei giorni scorsi il portabandiera di Rifondazione comunista,
Massimiliano Mistretta, è partito alla carica con quello che ha definito
il caso “parentopoli” per il nome della moglie dell’amministratore
unico Carlo Alberto Panont che figura tra le tre professioniste chiamate
a far decollare il servizio di consulenza nelle farmacie. Il vertice di
Acs ha dichiarato che la consorte non percepisce alcun emolumento, ma
la questione a questo punto raggiungerà i banchi dell’aula consiliare.
Ieri si è però aperto un nuovo capitolo legato ai militari della finanza
che passeranno al setaccio alcuni documenti legati all’appalto delle
mense.Fonte: Il Cittadino
