Le 55 telecamere che da un anno sono spente a causa di uno scivolone
burocratico, a breve potranno entrare in funzione. É di un mese fa la
notizia, che ha alzato grossi interrogativi tra comunità di abitanti,
che l’impianto di sorveglianza, per cui il comune ha affrontato un
investimento di circa 300mila euro, a causa del mancato collaudo non è
mai passato all’ente locale. La rete di telecamere è infatti rimasta in
carico alla ditta che aveva vinto l’appalto per un periodo ben superiore
al necessario. Pertanto, eccetto che nel corso di alcune prove
iniziali, effettuate al fine di verificare l’efficienza dei dispositivi
collegati alla centrale operativa presso il comando dei vigili, sino ad
ora il sistema pensato per sorvegliare i punti più critici del
territorio non ha potuto svolgere la sua funzione. A questo punto sembra
che manchino solo alcuni passaggi, ma che gli aspetti sostanziali siano
ormai definiti. E a breve attraverso la stanza dei bottoni in dotazione
della città gli agenti avranno un’ampia visuale, offerta dalla
tecnologia, su quel che accade nelle aree pubbliche delle diverse parti
di città. Il progetto sicurezza di cui si parla da tempo potrà dunque
decollare in tempi brevi. Sul ritardo era scoppiato anche il dibattito
politico, con decise reazioni da parte della minoranza. In particolare
Rifondazione comunista, che nel giugno scorso aveva chiesto di vedere i
documenti di collaudo, e in mancanza di riscontri, aveva già preparato
delle istanze per chiedere aggiornamenti riguardo una vicenda che si è
rivelata ben più complicata del previsto. A questo punto la complicata
parentesi sembra stia per chiudersi.Fonte: Il Cittadino
