martedì 27 dicembre 2011

Casale - I pendolari non ce la fanno più

I pendolari hanno deciso di provarle tutte. Per protestare contro i disservizi hanno bussato alla porta dei carabinieri di Casale, dove Francesco Andena e Giulio Anelli hanno firmato un esposto. Al centro delle pesanti lamentele, ormai da quasi tre settimane a questa parte, c’è il treno che parte alle 7,29 da Casale per raggiungere Milano.
I due passeggeri non hanno fatto nient’altro che elencare tutti i problemi riscontrati abitualmente durante il tragitto, una situazione che ritengono insostenibile e che dal loro punto di vista è peggiorata con l’introduzione del nuovo orario invernale, lo scorso 11 dicembre. «Le irregolarità sono per noi dei veri e propri reati - spiega Anelli -, perché mancano le condizioni di sicurezza. Ogni giorno questo convoglio si presenta con una composizione ridotta, 5 carrozze, di cui almeno 2 al buio o fredde. La gente non sa dove sedersi. Nell’esposto abbiamo citato anche i guasti alle carrozze, il sovraffollamento e il rischio di cadere con le brusche frenate, le porte rotte, l’assenza di riscaldamento. Dobbiamo sopportare ritardi e soppressioni, al lavoro siamo costretti a utilizzare ferie e permessi per giustificare il tempo perso a causa dei trasporti. Abbiamo anche aggiunto che questa è solo una parte delle anomalie, il motivo per cui ci siamo rivolti alle forze dell’ordine è che non abbiamo ottenuto un riscontro altrove, i tentativi personali oppure i canali istituzionali non ci hanno garantito fino a questo momento un trasporto dignitoso. La situazione è giunta al limite».Nel documento i pendolari chiedono all’autorità giudiziaria di intervenire affinché siano al più presto garantite le condizioni di sicurezza, di puntualità e persino le condizioni igieniche, soprattutto a fronte del pagamento di un abbonamento. I pendolari considerano l’esposto una sorta di azione dimostrativa, che però non è destinata a rimanere un caso isolato: anche da Lodi ci sono passeggeri pronti a seguire lo stesso esempio nei prossimi giorni. «La Provincia ci ha chiesto un incontro - aggiunge Anelli -, fino a questo momento non abbiamo avuto grandi soddisfazioni. È inutile vantarsi dell’inserimento di corse nuove se poi non si riesce a far funzionare quello che c’è. Negli ultimi tempi, lamentandoci con il personale delle ferrovie, stipati in piedi nelle carrozze al mattino, ci siamo sentiti dire “se non vi va bene, prendete il treno dopo”».Fonte: Il Cittadino
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