Nella splendida chiesa di Santo Stefano sabato sera ha preso forma una
notte di prodigi. Durante la Messa di Natale, celebrata dal parroco don
Tino Cremascoli, sono stati “scartati” infatti due regali speciali: la
nuova vetrata dedicata all’Assunta, disegnata dal pittore Stefano Lavesi
ed eseguita dallo studio bergamasco di Luca Villa, e il restauro
conservativo dell’affresco del martirio di Santo Stefano, in pessime
condizioni. Si tratta di lavori costati circa 30mila euro e finanziati
in parte da offerte dei fedeli e in parte dalla Fondazione comunitaria.
Allo squillare delle trombe, la nuova e coloratissima vetrata
dell’Assunta è stata scoperta tra gli applausi incessanti di una
comunità altrettanto compiaciuta per il restaurato affresco del 1920,
firmato dal maestro Albertella e da cui, una volta ripulito, sono emerse
ben 14 figure umane. «Permettetemi di capire le motivazioni per cui la
nostra chiesa è stata dedicata all’Assunta mentre, per esempio, poteva
essere dedicata a Santo Stefano - ha esordito il sindaco Massimiliano
Lodigiani -: la nostra chiesa è soprannominata il “duomo della Bassa” e
il duomo è la chiesa più importante, imponente, bella di una diocesi
dove c’è il Vescovo, per cui la nostra chiesa che per imponenza,
grandezza, luminosità potrebbe essere paragonata ad un duomo, non potrà
mai avere questo titolo». Ma a chi è dedicato il duomo di Lodi? E il
duomo di Cremona, di Crema, di Piacenza? All’Assunta. « Allora vien da
sé che i nostri antichi padri non potendo intitolare questa chiesa come
duomo, hanno voluto dedicarla all’Assunta come il duomo di Lodi - ha
continuato il sindaco - e quindi noi questa sera saniamo una lacuna,
perché l’immagine della Madonna troneggia sul duomo di Lodi sopra il
portone principale, sul duomo di Cremona in alto alla facciata, i
milanesi hanno posto la Madonnina sulla guglia principale del duomo,
ebbene anche noi stasera abbiamo voluto mettere l’immagine dell’Assunta
sulla vetrata principale della chiesa quasi a volerla a protezione della
nostra comunità».Soddisfatto anche il parroco di Santo Stefano. «Nella
vetrata la Vergine Assunta fa crescere in noi il desiderio di attingere
alla sorgente di ogni bellezza che è Dio - ha concluso don Tino - e così
la nostra chiesa rientra in quei luoghi d’arte che non devono essere
solo un’occasione di arricchimento culturale, ma soprattutto dovrebbero
diventare momento di grazia, per rafforzare il nostro dialogo col
Signore». Dal bacio al Bambino Gesù agli occhi sgranati di fronte al
nuovo patrimonio artistico del “duomo della Bassa”, la comunità di Santo
Stefano ha festeggiato con gioia piena il Natale.Fonte: Il Cittadino
