martedì 27 dicembre 2011

Santo Stefano “scopre” due nuovi tesori

Nella splendida chiesa di Santo Stefano sabato sera ha preso forma una notte di prodigi. Durante la Messa di Natale, celebrata dal parroco don Tino Cremascoli, sono stati “scartati” infatti due regali speciali: la nuova vetrata dedicata all’Assunta, disegnata dal pittore Stefano Lavesi ed eseguita dallo studio bergamasco di Luca Villa, e il restauro conservativo dell’affresco del martirio di Santo Stefano, in pessime condizioni. Si tratta di lavori costati circa 30mila euro e finanziati in parte da offerte dei fedeli e in parte dalla Fondazione comunitaria.
Allo squillare delle trombe, la nuova e coloratissima vetrata dell’Assunta è stata scoperta tra gli applausi incessanti di una comunità altrettanto compiaciuta per il restaurato affresco del 1920, firmato dal maestro Albertella e da cui, una volta ripulito, sono emerse ben 14 figure umane. «Permettetemi di capire le motivazioni per cui la nostra chiesa è stata dedicata all’Assunta mentre, per esempio, poteva essere dedicata a Santo Stefano - ha esordito il sindaco Massimiliano Lodigiani -: la nostra chiesa è soprannominata il “duomo della Bassa” e il duomo è la chiesa più importante, imponente, bella di una diocesi dove c’è il Vescovo, per cui la nostra chiesa che per imponenza, grandezza, luminosità potrebbe essere paragonata ad un duomo, non potrà mai avere questo titolo». Ma a chi è dedicato il duomo di Lodi? E il duomo di Cremona, di Crema, di Piacenza? All’Assunta. « Allora vien da sé che i nostri antichi padri non potendo intitolare questa chiesa come duomo, hanno voluto dedicarla all’Assunta come il duomo di Lodi - ha continuato il sindaco - e quindi noi questa sera saniamo una lacuna, perché l’immagine della Madonna troneggia sul duomo di Lodi sopra il portone principale, sul duomo di Cremona in alto alla facciata, i milanesi hanno posto la Madonnina sulla guglia principale del duomo, ebbene anche noi stasera abbiamo voluto mettere l’immagine dell’Assunta sulla vetrata principale della chiesa quasi a volerla a protezione della nostra comunità».Soddisfatto anche il parroco di Santo Stefano. «Nella vetrata la Vergine Assunta fa crescere in noi il desiderio di attingere alla sorgente di ogni bellezza che è Dio - ha concluso don Tino - e così la nostra chiesa rientra in quei luoghi d’arte che non devono essere solo un’occasione di arricchimento culturale, ma soprattutto dovrebbero diventare momento di grazia, per rafforzare il nostro dialogo col Signore». Dal bacio al Bambino Gesù agli occhi sgranati di fronte al nuovo patrimonio artistico del “duomo della Bassa”, la comunità di Santo Stefano ha festeggiato con gioia piena il Natale.Fonte: Il Cittadino
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