sabato 24 dicembre 2011

Maleo - Spuntano altri reperti dalla cava: «Forse qui esistevano tre fornaci»

Nuove scoperte alla cava di Maleo. Dopo il ritrovamento di una fornace cinquecentesca avvenuto poche settimane fa, lo scavo archeologico ha restituito altri reperti. «È venuta alla luce un’altra fornace, contemporanea alla prima e probabilmente ne esiste una terza - ha spiegato Stefania De Francesco, responsabile della Soprintendenza per i beni archeologici del Lodigiano - ma purtroppo si presentano entrambe molto danneggiate dai lavori agricoli».

Il terreno della nuova cava malerina continua a restituire tracce del passato e non è da escludere che nuovi ritrovamenti possano emergere col proseguire dei lavori. L’area della cava appare una specie di groviera: le archeologhe infatti continuano a setacciare il terreno creando buchi.Il primo ritrovamento è avvenuto il mese scorso durante i regolari controlli della Soprintendenza nel corse della fase di sterramento della cava. Gli addetti ai lavori avevano scoperto nelle profondità malerine una fornace di origine post-medievale, dei primi anni del Rinascimento.Per il momento gli scavi proseguono e il progetto della nuova cava malerina non è stato messo in discussione. L’antichità delle fornaci e il loro stato di conservazione sono i due criteri da cui dipende il futuro del nuovo polo estrattivo che comunque non è stato bloccato.«La porzione di cava in cui sono venute alla luce le fornaci è per ora in corso di scavo, - ha precisato la De Francesco - e una decisione verrà presa solo al completamento dello scavo archeologico».Il ritrovamento di fornaci nel sottosuolo lodigiano non è cosa inusuale. La fornace infatti è la costruzione disposta per la cottura dei materiali argillosi: laterizi, vasi e statue. Nel Lodigiano l’uso di questi “forni” ha radici lontane, a partire dall’epoca romana, proprio per l’esigenza del territorio di disporre di pietre artificiali per poter costruire in assenza di pietre naturali adatte nel territorio.La cava al centro degli affascinanti ritrovamenti rientra nel Piano cave della Provincia di Lodi su delega di Regione Lombardia, per cui il comune ha stipulato con la ditta escavatrice Gallotta una convenzione.Questa cava da 1 milione di metri cubi si affianca a quella in fase di esaurimento della Geroletta (da 1 milione 300 mila metri cubi) mentre è in cantiere la possibilità di escavare altri 600 mila metri cubi dal primo polo estrattivo.Fonte: Il Cittadino
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