martedì 27 dicembre 2011

Milano - Ancora sulla torre della stazione Centrale. In molti dal Sudmilano rischiano il lavoro

Dall’8 dicembre in cima alla torre faro della stazione centrale di Milano. Per difendere il posto di lavoro e contrastare la soppressione dei convogli notturni nel collegamento Nord-Sud del paese da parte di Trenitalia. Tre addetti della Wagon Lits, Peppo, Oliviero e Carmine sono saliti in cima alla torre faro per protestare contro il licenziamento di 800 persone. Ai piedi della torre è stato allestito un presidio di lavoratori.

Tra questi anche molti provenienti dal Lodigiano e dal Sudmilano. Ieri, a portare solidarietà, sono andati anche l’assessore alla cultura del comune di Lodi Andrea Ferrari e il fotografo Alberto Prina. «Il loro - racconta Ferrari - è un gesto estremo. Hanno scoperto di avere perso il proprio posto di lavoro con la pubblicazione del nuovo orario ferroviario che ha eliminato la maggior parte dei collegamenti tra il Sud e il Nord d’Italia proprio nell’anno in cui si celebra il 150° dell’unità d’Italia. Il presidio è in fondo al binario 23, quello utilizzato per i treni dei pendolari. Lontano dalle pensiline dorate dei Freccia Rossa. Era emozionante sentire i treni che passando fischiavano, vedere i macchinisti che salutavano con la mano fuori dal finestrino. Questo nonostante l’ex sindacalista della Cgil, ora amministratore delegato di Trenitalia abbia emesso una circolare che vieta ai macchinisti di fare fischiare la locomotiva». Il melegnanese Angelo Matteo è uno degli 800. È rappresentante delle Rsu. «Oggi - spiega -, un’equipe medica di Gino Strada ha visitato i 3 ragazzi. Li ha trovati in condizioni discrete. Hanno solo dei problemi di vertigini, però stanno bene. Il presidio è costante. Sono molte le persone che vengono a portarci la loro solidarietà. In ufficio abbiamo un banchetto con la raccolta firme. Ce ne sono già più di mille. Tra quelli che vengono qua sotto sono molti i viaggiatori che hanno scoperto, all’improvviso, che i loro treni notturni erano stati soppressi. Un problema grave, soprattutto per le persone meno abbienti che si trovano senza collegamenti.Oggi è stata da noi anche la segretaria Cgil Susanna Camusso. Ha ribadito che è inutile che Trenitalia mandi messaggi generici alla stampa senza prima sedersi a un tavolo ministeriale». I tre addetti, impegnati nella manutenzione e nelle pulizie, hanno deciso che non scenderanno dalla torre fino a quando Trenitalia «non dirà qual è il suo piano di rilancio. La protesta sta dando i suoi frutti. Nel giro di una settimana - continua Matteo - Trenitalia è passata da una posizione granitica ad una più aperta. Senza contrattazione però non si risolve nulla. Le risorse finanziarie da parte dello Stato ci sono. In una crisi che minaccia la recessione un collegamento a basso prezzo è indispensabile. Milioni di persone altrimenti sono private di un diritto fondamentale come quello dell’acqua. Mi auguro che entro il 31 la situazione si risolva». Loro, dice, hanno scelto questo tipo di protesta «perché è pacifista. Colpisce l’immaginario dei mass media. Ci rifiutiamo di occupare i binari e far pagare il prezzo, come negli altri sistemi di lotta, agli utenti»Fonte: Il Cittadino
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...