martedì 13 dicembre 2011

San Giuliano - È una “strage” di vetri alla stazione

In frantumi i vetri della ex biglietteria della stazione di San Giuliano, che sorge lungo la via Emilia. I teppisti hanno agito nelle ore più buie, quando il principale punto di riferimento per i pendolari della città, tanto affollato nelle ore di punta, è popolato solo da sbandati e da senza tetto in cerca di riparo. Ieri mattina l’allarme è partito dai pendolari.

Alcuni passeggeri, infatti, quando hanno visto lo scempio di scaglie taglienti che circondavano il locale annesso alla fermata dei convogli, hanno chiamato il comando di polizia locale segnalando il pesante atto vandalico sferrato ancora una volta contro la strategica struttura che forse paga anche lo scotto di una collocazione decentrata rispetto al tratto urbano. A quel punto gli agenti della polizia locale hanno avvertito la Polfer competente ad intervenire nell’area ferroviaria. Non è la prima volta che i teppisti entrano in azione, lasciandosi alle spalle una serie di danneggiamenti. Tanto, che in passato ci fu un periodo in cui, proprio al fine di proteggere la stazione da situazioni similari, dovute alle losche frequentazioni che sembrano calcare la zona nel corso della notte, il Comune assunse la decisione di chiudere i cancelli con il passaggio dell’ultimo treno e di riaprirli solo all’alba. Tornando allo scenario attuale sembra che i locali dove sono stati rotti i vetri, in base ad alcune verifiche effettuate ieri, in cui sono stati ritrovati dei cartoni, talvolta si trasformino anche in un rifugio per clochard. L’assessore alla sicurezza Gennaro Piraina pensando ad una soluzione, torna a caldeggiare l’ipotesi di un accordo tra Comune e Trenitalia per la gestione di quegli spazi che un tempo ospitavano la biglietteria. «Ritengo che l’unica strada possibile da percorrere - riflette l’esponente dell’esecutivo di centrosinistra -, sia quella di garantire un presidio, oltreché un servizio dei pendolari, attraverso un punto ristoro. Magari affidandolo ad una cooperativa sociale». Un’esperienza simile era già stata fatta in passato con l’associazione Mani Tese e ha funzionato fino a quando con il venir meno dell’obbligo di leva sono calati anche gli obiettori di coscienza. Il sodalizio quindi una volta scaduta la convenzione aveva lasciato la sede, dove ora, in base ad un disegno già ventilato negli anni scorsi, l’assessore alla sicurezza vorrebbe accendere l’insegna di un bar, se fosse possibile in sinergia con una realtà di no profit.Fonte: Il Cittadino
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