In frantumi i vetri della ex biglietteria della stazione di San
Giuliano, che sorge lungo la via Emilia. I teppisti hanno agito nelle
ore più buie, quando il principale punto di riferimento per i pendolari
della città, tanto affollato nelle ore di punta, è popolato solo da
sbandati e da senza tetto in cerca di riparo. Ieri mattina l’allarme è
partito dai pendolari.
Alcuni passeggeri, infatti, quando hanno visto lo
scempio di scaglie taglienti che circondavano il locale annesso alla
fermata dei convogli, hanno chiamato il comando di polizia locale
segnalando il pesante atto vandalico sferrato ancora una volta contro la
strategica struttura che forse paga anche lo scotto di una collocazione
decentrata rispetto al tratto urbano. A quel punto gli agenti della
polizia locale hanno avvertito la Polfer competente ad intervenire
nell’area ferroviaria. Non è la prima volta che i teppisti entrano in
azione, lasciandosi alle spalle una serie di danneggiamenti. Tanto, che
in passato ci fu un periodo in cui, proprio al fine di proteggere la
stazione da situazioni similari, dovute alle losche frequentazioni che
sembrano calcare la zona nel corso della notte, il Comune assunse la
decisione di chiudere i cancelli con il passaggio dell’ultimo treno e di
riaprirli solo all’alba. Tornando allo scenario attuale sembra che i
locali dove sono stati rotti i vetri, in base ad alcune verifiche
effettuate ieri, in cui sono stati ritrovati dei cartoni, talvolta si
trasformino anche in un rifugio per clochard. L’assessore alla sicurezza
Gennaro Piraina pensando ad una soluzione, torna a caldeggiare
l’ipotesi di un accordo tra Comune e Trenitalia per la gestione di
quegli spazi che un tempo ospitavano la biglietteria. «Ritengo che
l’unica strada possibile da percorrere - riflette l’esponente
dell’esecutivo di centrosinistra -, sia quella di garantire un presidio,
oltreché un servizio dei pendolari, attraverso un punto ristoro. Magari
affidandolo ad una cooperativa sociale». Un’esperienza simile era già
stata fatta in passato con l’associazione Mani Tese e ha funzionato fino
a quando con il venir meno dell’obbligo di leva sono calati anche gli
obiettori di coscienza. Il sodalizio quindi una volta scaduta la
convenzione aveva lasciato la sede, dove ora, in base ad un disegno già
ventilato negli anni scorsi, l’assessore alla sicurezza vorrebbe
accendere l’insegna di un bar, se fosse possibile in sinergia con una
realtà di no profit.Fonte: Il Cittadino
