È Natale, le navate della chiesa di San Giuliano tornano ad abbracciare i
fedeli per il giorno cristiano più importante. Oggi, con tre
celebrazioni previste alle 18, 20.30 e nell’atmosfera di mezzanotte, si
riapriranno le porte che danno verso piazza della Vittoria. L’intervento
conservativo durato mesi è concluso e i nuovi pavimenti di marmo
risplendono, può assicurare chi li ha visti in anteprima.
Oggi la
rinnovata pieve potrà essere ammirata da tutti nel giorno in cui la
liturgia ricorda il Mistero dell’Incarnazione. Non è un caso l’apertura a
Natale della parrocchia storica di San Giuliano, riconsacrata nel 1966
dall’arcivescovo Giovanni Colombo sulla strada di una lunga storia
preesistente. «Abbiamo fatto tutti gli sforzi per raggiungere questa
“coincidenza” di calendario - rivela don Lino Maggioni, prevosto di San
Giuliano Martire - cercando di lavorare sodo anche col contributo
fondamentale dei laici del gruppo parrocchiale. Ci siamo riusciti anche
se qualche dettaglio va ancora rifinito. Provvederemo entro un’altra
festività di questo periodo, l’Epifania». C’è molta curiosità per quello
che si è fatto in quasi un anno di opere, divise in vari scaglioni,
dietro la facciata barocca che dal 1670, più o meno, osserva una città
incredibilmente diversa da allora, con i non sempre riuscitissimi
affastellamenti di palazzi attorno. Dall’estate in poi la chiusura
dell’edificio è stata completa, con l’intenzione sempre più forte di
poter tornare a celebrare Messa sull’altare maggiore entro Natale.
Mancano poche ore e si vedrà cosa è cambiato. Cosa è cambiato, appunto?
Innanzitutto il pavimento. Quello della chiesa del 1966, voluta dallo
storico prevosto don Luigi Carcano che qualcuno ancora ricorda (rimase
31 anni in città), è stato demolito. Le nuove superfici in marmo, che
danno un effetto luce innegabilmente trasformato, sono state posate una
volta effettuata un’altra operazione importante: il ripianamento del
sottofondo, che in alcuni punti cominciava a cedere. Sotto i marmi
scintillanti c’è un altro segreto, che senza alcun dubbio verrà testato
direttamente oggi data la stagione: il riscaldamento. Le condutture sono
alloggiate nel sottosuolo e garantiscono una temperatura costante di 16
gradi durante la stagione autunnale e invernale. Rispetto agli 8 gradi
misurati prima nelle più fredde giornate dell’anno, il passo avanti è
decisivo. Anche girando lo sguardo alle pareti si nota qualcosa di
cambiato: la navata unica è stata intonacata e imbiancata a metà. «In
realtà il lavoro va concluso - continua il parroco assieme ai laici che
hanno affiancato le imprese - ma sarà ripreso nell’anno nuovo». Devono
ancora arrivare i nuovi confessionali, realizzati secondo la tipologia
attuale che prevede la non visibilità esterna di chi si confessa e
l’accessibilità ai disabili. Un ultimo ma essenziale dettaglio sarà,
presto, l’apertura di una porta secondaria verso via XI Febbraio,
fondamentale per le emergenze. La più centrale delle sette parrocchie di
San Giuliano nel 2011 ha compiuto 45 anni. Avviata all’inizio degli
anni Sessanta, a Concilio Vaticano II in corso (una testimonianza di
quel momento di transizione è data dal matroneo, che si decise comunque
di realizzare), serviva a rispondere ad una città che nel 1945 aveva
ottomila abitanti, nel ’60 ventimila. Quarantacinque anni dopo è stato
necessario rimettere mano. Per quel 17-20 per cento di sangiulianesi del
centro storico che segue Messa qui, e per convincere qualcun altro a
ragionare un po’ di più sotto l’albero e davanti ai regali. Lo sforzo di
solidarietà attorno all’opera è stato vasto. Si sono armati di
strofinacci e spazzoloni i ragazzi dell’oratorio; il consiglio per gli
affari economici ha tenuto i conti, hanno partecipato i laici della
parrocchia. Anche qualche extracomunitario, cristiano e no, ha fatto la
sua parte. «Abbiamo avuto molte adesioni alla proposta “dieci euro al
mese” per creare un fondo che va nella spesa complessiva di 530mila euro
- conclude don Maggioni -. Ringrazio i miei concittadini».Fonte: Il Cittadino
