Di nuovo acque nere e nauseabonde in Adda. A due mesi di distanza dalla
prima denuncia, il tratto del fiume tra Zelo e Spino si tinge ancora di
scuro. L’associazione zelasca Sos Adda fa le pulci al depuratore di
Spino, che non funzionerebbe adeguatamente, immettendo scarichi non
filtrati in acqua.
Il 2 maggio è stata inviata la segnalazione formale al comune di Spino, all’Arpa e al Parco Adda Sud, con denuncia alla polizia locale di Spino e provinciale di Cremona cui è stato richiesto l’immediato intervento. I volontari della Onlus di Zelo hanno monitorato il fenomeno dell’inquinamento da gennaio di quest’anno e risulta, in base alle informazioni fornite, che gli scarichi non siano depurati. Tanto che sono state anche commissionate delle analisi, che verranno presto svelate e che potranno chiarire una volta per tutte lo stato della lanca dell’Adda dopo che i precedenti esami (seppur datati) avevano invece dato esito negativo. A giugno 2010 era stata l’Arpa ad intervenire, ma i prelievi avevano stabilito la conformità alle tabelle di legge. Tra maggio e agosto 2011 erano stati prodotti altri campionamenti, con la consegna al 14 settembre della relazione di Scs (la società che gestisce il depuratore) al comune che attestava la piena funzionalità degli impianti in rapporto alle soglie di riferimento. «Stiamo aspettando il risultato delle analisi eseguite, ma a occhio crediamo che non si possano definire depurate acque che, consecutivamente per un mese (periodo in cui le abbiamo monitorate) sono nere o nei migliori dei casi grigio scuro - avvertono i volontari di Sos Adda -. Senz’altro non siamo in presenza di idrocarburi, poiché sull’acqua non si sono mai viste chiazze e gli idrocarburi non hanno quel tipo di odore, piuttosto pensiamo alla presenza di reflui maleodoranti e inquinanti per il malfunzionamento del depuratore. Per il periodo di monitoraggio i miasmi non hanno mai abbandonato la zona, più o meno forti ma indipendentemente dal vento. A dire il vero un solo giorno, a metà mese, l’acqua dello scarico è apparsa trasparente e di colore giallo-marrone. Ma noi, per il momento ci basiamo solo su quello che vediamo, che non dà certo una sensazione piacevole, ma saranno le analisi a spiegare quel che sta succedendo al nostro fiume». Il problema è proprio l’Adda e la permanenza di specie protette come la trota marmorata, in un ambiente fortemente inquinato. «Il giorno 27 aprile alle ore 15.30 - recita la nota inviata alla polizia provinciale e alla polizia locale da Sos Adda -, un nostro associato ha documentato con la sua fotocamera l’ennesimo sversamento di acqua nera proveniente dal collettore di scarico entrare nel fiume. Chiediamo ancora una volta che il comune di Spino d’Adda intervenga immediatamente per mettere in sicurezza e in efficienza il suddetto depuratore, ricordando anche che il collettore inquinante si trova nel Parco Adda Sud, un ambiente che dovrebbe essere particolarmente tutelato e preservato».Fonte: Il Cittadino
Il 2 maggio è stata inviata la segnalazione formale al comune di Spino, all’Arpa e al Parco Adda Sud, con denuncia alla polizia locale di Spino e provinciale di Cremona cui è stato richiesto l’immediato intervento. I volontari della Onlus di Zelo hanno monitorato il fenomeno dell’inquinamento da gennaio di quest’anno e risulta, in base alle informazioni fornite, che gli scarichi non siano depurati. Tanto che sono state anche commissionate delle analisi, che verranno presto svelate e che potranno chiarire una volta per tutte lo stato della lanca dell’Adda dopo che i precedenti esami (seppur datati) avevano invece dato esito negativo. A giugno 2010 era stata l’Arpa ad intervenire, ma i prelievi avevano stabilito la conformità alle tabelle di legge. Tra maggio e agosto 2011 erano stati prodotti altri campionamenti, con la consegna al 14 settembre della relazione di Scs (la società che gestisce il depuratore) al comune che attestava la piena funzionalità degli impianti in rapporto alle soglie di riferimento. «Stiamo aspettando il risultato delle analisi eseguite, ma a occhio crediamo che non si possano definire depurate acque che, consecutivamente per un mese (periodo in cui le abbiamo monitorate) sono nere o nei migliori dei casi grigio scuro - avvertono i volontari di Sos Adda -. Senz’altro non siamo in presenza di idrocarburi, poiché sull’acqua non si sono mai viste chiazze e gli idrocarburi non hanno quel tipo di odore, piuttosto pensiamo alla presenza di reflui maleodoranti e inquinanti per il malfunzionamento del depuratore. Per il periodo di monitoraggio i miasmi non hanno mai abbandonato la zona, più o meno forti ma indipendentemente dal vento. A dire il vero un solo giorno, a metà mese, l’acqua dello scarico è apparsa trasparente e di colore giallo-marrone. Ma noi, per il momento ci basiamo solo su quello che vediamo, che non dà certo una sensazione piacevole, ma saranno le analisi a spiegare quel che sta succedendo al nostro fiume». Il problema è proprio l’Adda e la permanenza di specie protette come la trota marmorata, in un ambiente fortemente inquinato. «Il giorno 27 aprile alle ore 15.30 - recita la nota inviata alla polizia provinciale e alla polizia locale da Sos Adda -, un nostro associato ha documentato con la sua fotocamera l’ennesimo sversamento di acqua nera proveniente dal collettore di scarico entrare nel fiume. Chiediamo ancora una volta che il comune di Spino d’Adda intervenga immediatamente per mettere in sicurezza e in efficienza il suddetto depuratore, ricordando anche che il collettore inquinante si trova nel Parco Adda Sud, un ambiente che dovrebbe essere particolarmente tutelato e preservato».Fonte: Il Cittadino

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