venerdì 4 maggio 2012

San Giuliano - Carpianello finisce sotto i ferri: più vicino il piano di recupero

Transenne sui vecchi edifici agricoli di Carpianello: il Piano di recupero dell’antica borgata sangiulianese è ancora lontano, ma muove i primi passi.
Nei giorni scorsi protezioni delle carreggiate e jersey in plastica sono finalmente comparsi nella parte storica della frazione: il pugno di case da cento residenti scarsi dalla quale ha preso slancio la “nuova” Carpianello, il moderno quartiere residenziale che arriva invece fino a via della Repubblica. Nel nucleo ex agricolo c’è una sola strada, via fratelli Ferrari, e lungo questa strada sono comparse le reti di protezione alle quali dovrebbe seguire il cantiere. In particolare le transenne sono spuntate attorno al vecchio mulino, alla roggia all’imbocco della via e attorno alla cascina, la corte agricola principale che si lascia a destra entrando nel centro abitato. Secondo le coordinate del Piano di recupero, tracciato quasi cinque anni fa sotto le giunte di Marco Toni, il destino futuro di Carpianello deve innanzitutto invertire il degrado palese che si affaccia in diversi scorci. Il mulino a pale metalliche (in condizioni di conservazione discrete, rispetto ad altri manufatti simili) è affiancato da una struttura completamente fatiscente, un edificio che più di dieci anni fa era una carrozzeria dove oggi parti in legno e mattone sono crollate aprendo varchi nel tetto e nei muri. Nella roggia Nuova a sinistra di via fratelli Ferrari poi per anni si è letteralmente rischiato di precipitare con le auto, non poche, che passano tutti i giorni davanti alla chiesetta di San Martino, avendo scoperto questa scorciatoia che evita di incolonnarsi lungo la via Emilia. Se gli interventi di emergenza hanno preso forma, la strada per la trasformazione urbanistica della borgata appare ancora lunga. L’intervento prevede la destinazione ad edilizia d’abitazione di circa 20mila metri cubi della corte principale, dove oggi ancora ci sono animali da cortile sia pure in modesta quantità. L’iniziale volumetria di 23mila metri per le nuove case è stata ridotta due anni fa dalle prescrizioni del Parco agricolo Sudmilano, che ha imposto anche un progetto differente per il mulino, cioè una demolizione dell’ex carrozzeria con la ricostruzione di un edificio che «mantenga le caratteristiche della storia agraria». Per quanto riguarda la chiesa di San Martino, l’edificio è unito alla parrocchia cittadina principale, San Giuliano Martire, e non è più officiato da almeno trent’anni. Le condizioni della struttura non appaiono eccessivamente a rischio, considerando che la chiesa attuale è di inizio Ottocento, anche se alcuni anni fa persino le conseguenze di un sisma avvertito in Lombardia lasciarono la loro impronta su questi intonaci visitati da San Carlo nel 1570.Fonte: Il Cittadino

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