lunedì 8 ottobre 2012

San Donato - Trovato morto tra i monti “maledetti”

Il corpo senza vita di Giovanni Battista Ottonello, 71 anni, è stato ritrovato ieri mattina in un dirupo del monte Prokletije nei pressi di Gusinje.
Dopo due mesi di ricerche, perlustrando palmo a palmo le montagne maledette tra il Montenegro e l’Albania, due escursionisti hanno visto un nastrino tricolore su una roccia e 50 metri sotto vi hanno individuato la salma dell’alpinista di San Donato, che ora si trova presso l’obitorio di Podgorica, in attesa che venga eseguita l’autopsia, già disposta dalle autorità locali. È stato svelato, probabilmente nel modo più crudo, il mistero della scomparsa dell’escursionista sudmilanese, che in agosto aveva deciso di passare le sue vacanze “solitarie” sui Balcani.Ma le sue tracce si sono perse alle 11 di mercoledì 8 agosto, quando ha effettuato la sua ultima telefonata. Il cellulare nelle ore successive è rimasto muto e a seguito del mancato rientro presso il rifugio montano di Gusinje è scattato l’allarme. Le ricerche, per il tempo inclemente, sono state piuttosto blande nei primi giorni per poi intensificarsi appena il meteo lo ha consentito interessando le forze della polizia locale albanese e montenegrina.Per due mesi non ci sono state notizie; solo qualche indicazione, da parte di una pastorella che avrebbe incrociato l’alpinista sandonatese la mattina dell’escursione fatale e, infine, quella che si rivelerà decisiva da parte di una signora che ha spiegato alle squadre del soccorso alpino di aver notato l’italiano sul monte Prokletije, sulla via del ritorno al rifugio. E qui si sono concentrate le ricerche, fino a che due alpinisti alle 7 di mattina si sono soffermati su una roccia, incuriositi da una bandierina italiana.Sotto hanno visto il corpo di una persona, che con ogni probabilità corrisponde a Giovanni Battista Ottonello, a 350 metri in linea d’aria dal rifugio dove lo sfortunato sandonatese non è mai tornato.Uno dei due alpinisti che lo ha avvistato è rimasto sul luogo del ritrovamento, mentre l’altro è andato immediatamente ad avvertire le autorità che si sono presentate per i rilievi, prima della rimozione della salma che è stata trasferita alla capitale montenegrina per l’autopsia e il riconoscimento.Sul luogo sarebbe stato recuperato il portafoglio intatto e le attrezzature del sandonatese. L’ipotesi più accreditata è che Giovanni Battista Ottonello abbia messo un piede in fallo, forse scivolando in un canalone mentre rientrava al rifugio precipitando cinquanta metri più sotto.Una morte che probabilmente è avvenuta sul colpo. «Dopo mesi d’incertezza - confessa la figlia Milka Ottonello - è quasi un sollievo sapere quel che è successo. È tragico essere inermi e vivere nel dubbio. Ci dovremo recare in Montenegro per riconoscere mio padre, probabilmente sarà mia madre a farlo. Poi, una volta espletate le varie formalità burocratiche ci verrà restituito il corpo. Dovremo poi decidere per i funerali: mio padre in un documento ha espresso la sua volontà di essere cremato e che le sue ceneri siano sparse sul monte di Portofino o a Voltri, nella sua terra natia».Fonte: Il Cittadino

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