Una famiglia in difficoltà e una che prontamente si mobilita in suo
aiuto. Due settimane tra uffici, telefonate ed e-mail, e i presupposti
per un temporaneo lieto fine arrivano. Ci sono i buoni e ci sono, se non
proprio i cattivi, gli indifferenti, in questa bella storia solidale di
un Natale sandonatese in tempo di crisi. C’è chi si impegna per il
prossimo con senso civico e solidarietà, anche semplicemente svolgendo
con passione il proprio mestiere, così come c’è chi agli appelli
accorati non risponde con l’entusiasmo che chi si è preso a cuore la
vicenda si sarebbe aspettato. Per I.H., originaria dell’est europeo, da
quattro anni in Italia, e la sua bambina undicenne, queste festività
hanno rischiato di trasformarsi in un incubo. Il lavoro da badante perso
un mese fa e il 24 dicembre fissato, con preavviso minimo, come
scadenza per abbandonare la camera in cui la famigliola vive in affitto:
a palesarsi, l’ombra di un Natale senza un tetto sopra la testa e di un
destino incerto.Per Filippo Pisoni e Anna Villani, genitori di una
compagna di classe della figlia di I.H., inizia una lunga fase di
ricerca: «L’abbiamo scarrozzata ovunque: Caritas, servizi sociali,
parrocchie, agenzie. Come extrema ratio, anche un appello sul forum di
RecSando. Poche le risposte, tanto che stavamo già iniziando a fare
spazio per accoglierle temporaneamente da noi...». In zona Cesarini, i
frutti di tanto impegno: sabato scorso mamma e figlia si sono trasferite
in una camera in condivisione, individuata grazie alla collaborazione
dei servizi sociali del Comune. La sistemazione, di carattere
provvisorio a causa dell’affitto troppo elevato, è stata bloccata per un
paio di settimane, in modo da fare passare il ponte festivo. Pronto
l’interessamento dei vertici comunali, concretizzatosi in un incontro
con l’assessore alle politiche sociali Gianfranco Ginelli: al termine
delle festività, dal municipio di via Cesare Battisti verranno profusi i
giusti sforzi per prendere in mano la questione. Non è tutto: con il
determinante intervento della dea bendata, anche la ricerca lavorativa è
giunta a una svolta. «L’assistente sociale dell’ospedale di Melegnano
Adriana Borra è stata gentilissima - spiega Anna Villani -, ha chiamato a
destra e a manca per aiutarci. Durante il colloquio è arrivata una
signora: cercava una badante, proprio a San Donato. Una gran fortuna!».
Domenica è stato il primo giorno del nuovo lavoro per la mamma dell’est.
Accoppiata casa-impiego momentaneamente riuscita insomma, ma non è
tutto oro quel che luccica: «Non pensavamo che aiutarle sarebbe stato
così difficile. Dalle decine di conoscenti a cui abbiamo chiesto
sostegno è giunta una risposta: pensavamo di ricevere un riscontro
maggiore».Fonte: Il Cittadino

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