sabato 29 dicembre 2012

Melegnano - La filanda muore tra rifiuti e degrado

La vecchia filanda? È diventata una discarica a cielo aperto. Sempre più degradato lo storico edificio a pochi metri dal cuore di Melegnano. Da qualche giorno a questa parte infatti, proprio all’ingresso del portone del vecchio stabile all’angolo tra le vie Trento e Trieste e Cavour, sono comparsi un armadio semidistrutto e quello che ha tutta l’aria di essere un frigorifero. Qualche vandalo, non sapendo dove gettarli, ha pensato bene di abbandonarli in una zona seminascosta a ridosso del centro città. Il grande edificio a pochi metri dalla Fondazione Castellini, insomma, è diventato una sorta di discarica a cielo aperto. Anche perché non è certo la prima volta che all’esterno della filanda compaiono cumuli di immondizia. Qualche tempo fa, invece, il sospetto era che fosse diventata la dimora notturna per gruppi di senzatetto. In quel caso, comunque, i proprietari avevano tempestivamente provveduto a sigillare il portone d’ingresso, tanto che non era stato registrato alcun tipo di problema. Sta di fatto che il caseggiato a pochi metri dalla centralissima via Roma versa ormai in uno stato di perdurante degrado. E dire che, sorta nella seconda metà dell’Ottocento, la filanda è stata un fiore all’occhiello per la Melegnano industriale del Novecento. Un secolo fa vi lavoravano quasi duecento operaie, per la maggior parte residenti in città ma in arrivo anche dai comuni vicini. Da un ventennio a questa parte, però, l’edificio è andato incontro ad un declino tanto lento quanto inesorabile. Tanto più che a differenza delle grandi industrie presenti in città nel secolo scorso, è il caso della Broggi Izar e della Monti e Martini entrambe trasformate in complessi residenziali, la vecchia filanda non è mai andata incontro a sostanziali interventi di recupero. E così nell’estate di un paio di anni fa, complice un violento acquazzone, il tetto si sbriciolò come un castello di sabbia. Nella seconda metà del 2011, invece, i tecnici dell’Asl ne smantellarono la copertura in amianto. Senza contare che buona parte dell’edificio è tutelato dalla Soprintendenza. Ecco perché qualsiasi ipotesi di abbattimento diventa di fatto impossibile.È pur vero, però, che si tratta di una delle ultime aree edificabili presenti a ridosso del centro storico. E così per la gloriosa filanda dei tempi che furono il Piano di governo del territorio (lo strumento destinato a ridisegnare la fisionomia urbanistica di Melegnano) prevede una destinazione di carattere residenziale. Il tutto ovviamente rispettando i vincoli imposti dalla Soprintendenza, tra i quali sarà prioritario il mantenimento della storica facciata. Ad oggi, però, il relativo progetto di recupero non ha ancora preso il via.Fonte: Il Cittadino

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