La vecchia filanda? È diventata una discarica a cielo aperto. Sempre più
degradato lo storico edificio a pochi metri dal cuore di Melegnano. Da
qualche giorno a questa parte infatti, proprio all’ingresso del portone
del vecchio stabile all’angolo tra le vie Trento e Trieste e Cavour,
sono comparsi un armadio semidistrutto e quello che ha tutta l’aria di
essere un frigorifero. Qualche vandalo, non sapendo dove gettarli, ha
pensato bene di abbandonarli in una zona seminascosta a ridosso del
centro città. Il grande edificio a pochi metri dalla Fondazione
Castellini, insomma, è diventato una sorta di discarica a cielo aperto.
Anche perché non è certo la prima volta che all’esterno della filanda
compaiono cumuli di immondizia. Qualche tempo fa, invece, il sospetto
era che fosse diventata la dimora notturna per gruppi di senzatetto. In
quel caso, comunque, i proprietari avevano tempestivamente provveduto a
sigillare il portone d’ingresso, tanto che non era stato registrato
alcun tipo di problema. Sta di fatto che il caseggiato a pochi metri
dalla centralissima via Roma versa ormai in uno stato di perdurante
degrado. E dire che, sorta nella seconda metà dell’Ottocento, la filanda
è stata un fiore all’occhiello per la Melegnano industriale del
Novecento. Un secolo fa vi lavoravano quasi duecento operaie, per la
maggior parte residenti in città ma in arrivo anche dai comuni vicini.
Da un ventennio a questa parte, però, l’edificio è andato incontro ad un
declino tanto lento quanto inesorabile. Tanto più che a differenza
delle grandi industrie presenti in città nel secolo scorso, è il caso
della Broggi Izar e della Monti e Martini entrambe trasformate in
complessi residenziali, la vecchia filanda non è mai andata incontro a
sostanziali interventi di recupero. E così nell’estate di un paio di
anni fa, complice un violento acquazzone, il tetto si sbriciolò come un
castello di sabbia. Nella seconda metà del 2011, invece, i tecnici
dell’Asl ne smantellarono la copertura in amianto. Senza contare che
buona parte dell’edificio è tutelato dalla Soprintendenza. Ecco perché
qualsiasi ipotesi di abbattimento diventa di fatto impossibile.È pur
vero, però, che si tratta di una delle ultime aree edificabili presenti a
ridosso del centro storico. E così per la gloriosa filanda dei tempi
che furono il Piano di governo del territorio (lo strumento destinato a
ridisegnare la fisionomia urbanistica di Melegnano) prevede una
destinazione di carattere residenziale. Il tutto ovviamente rispettando i
vincoli imposti dalla Soprintendenza, tra i quali sarà prioritario il
mantenimento della storica facciata. Ad oggi, però, il relativo progetto
di recupero non ha ancora preso il via.Fonte: Il Cittadino
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