lunedì 28 gennaio 2013

Melegnano - In 250 per ascoltare una testimone dell’orrore nazista

Melegnano e la Giornata della memoria, doppio appuntamento per gli studenti del Benini. «Perché non dovete dimenticare». In questi giorni quasi 250 ragazzi di ragioneria e del liceo hanno ascoltato in Comune la toccante testimonianza di Rita Franchini Ponti (foto a destra) che ha raccontato la tragica vicenda della madre deportata nei campi di concentramento. «La storia di mia madre, che da partigiana ha combattuto l’oppressione del fascismo, è sintomatica per comprendere il dramma dei lager - ha detto la Franchini, che insegna all’istituto paritario Nuovo liceo scientifico di Opera -. Nel dicembre 1943 infatti, a pochi mesi dall’8 settembre, fu portata prima ad Auschwitz, quindi a Dachau e infine a Mauthausen. In altre parole, dunque, visse sulla propria pelle le angherie dei tre più duri campi di concentramento». Da Mauthausen uscì grazie al futuro deputato Giuliano Pajetta, che la fece salire al suo posto su un’ambulanza. «Mia madre, che morì nel 1955, era incinta dopo una violenza subita nei lager - ha continuato la Franchini, che sulla drammatica storia ha scritto un libro -. Alla fine sarà una femmina che, unica bimba in tutta Europa nata a seguito della violenza nazista, simboleggia la vittoria contro il male. Non a caso, nel loro ruolo di presidenti della Repubblica, sia Carlo Azeglio Ciampi sia Giorgio Napolitano l’hanno riconosciuta come resistente». Nella Giornata della memoria, poi, le due sorelle raccontano nella scuole del territorio la tragedia che le ha viste protagoniste. E così anche a Melegnano dove, alla presenza del vicesindaco Raffaela Caputo, gli studenti del Benini hanno ascoltato la Franchini con attenzione. «Perchè le giovani generazioni non devono mai dimenticare il dramma dei lager».Fonte: Il Cittadino

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