Melegnano e la Giornata della memoria, doppio appuntamento per gli
studenti del Benini. «Perché non dovete dimenticare». In questi giorni
quasi 250 ragazzi di ragioneria e del liceo hanno ascoltato in Comune la
toccante testimonianza di Rita Franchini Ponti (foto a destra) che ha
raccontato la tragica vicenda della madre deportata nei campi di
concentramento. «La storia di mia madre, che da partigiana ha combattuto
l’oppressione del fascismo, è sintomatica per comprendere il dramma dei
lager - ha detto la Franchini, che insegna all’istituto paritario Nuovo
liceo scientifico di Opera -. Nel dicembre 1943 infatti, a pochi mesi
dall’8 settembre, fu portata prima ad Auschwitz, quindi a Dachau e
infine a Mauthausen. In altre parole, dunque, visse sulla propria pelle
le angherie dei tre più duri campi di concentramento». Da Mauthausen
uscì grazie al futuro deputato Giuliano Pajetta, che la fece salire al
suo posto su un’ambulanza. «Mia madre, che morì nel 1955, era incinta
dopo una violenza subita nei lager - ha continuato la Franchini, che
sulla drammatica storia ha scritto un libro -. Alla fine sarà una
femmina che, unica bimba in tutta Europa nata a seguito della violenza
nazista, simboleggia la vittoria contro il male. Non a caso, nel loro
ruolo di presidenti della Repubblica, sia Carlo Azeglio Ciampi sia
Giorgio Napolitano l’hanno riconosciuta come resistente». Nella Giornata
della memoria, poi, le due sorelle raccontano nella scuole del
territorio la tragedia che le ha viste protagoniste. E così anche a
Melegnano dove, alla presenza del vicesindaco Raffaela Caputo, gli
studenti del Benini hanno ascoltato la Franchini con attenzione. «Perchè
le giovani generazioni non devono mai dimenticare il dramma dei lager».Fonte: Il Cittadino
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