venerdì 11 gennaio 2013

San Donato - Centro sportivo, la giunta chiama l’Eni

«Entro giugno presenteremo un piano di rilancio del centro sportivo Metanopoli». Certo, il futuro del complesso di via Caviaga potrebbe passare da una sinergia tra Eni ed ente locale. Se ne parla in questa fase in cui sono ancora in corso una serie di confronti tra il colosso petrolifero e la giunta, in vista dei cantieri per il futuro centro direzionale. «Stiamo cercando di individuare un percorso dove far convergere gli interessi di Eni con quelli della città - annuncia il sindaco Andrea Checchi - e, tra gli argomenti che affronteremo, un rilievo particolare lo rivestirà certamente il centro sportivo nel suo complesso, che deve essere innanzitutto riqualificato, mediante specifici investimenti, per tornare a giocare il ruolo di interessante polo di offerte capaci di richiamare frequentatori anche dal Sudmilano e dalla metropoli». Se nella convenzione con il primo operatore privato del territorio che è stata firmata dall’ex esecutivo di centrodestra è già previsto un cospicuo investimento nella riqualificazione della piscina, in questo caso la partita è più ampia. «Sarebbe indubbiamente positiva una collaborazione, che guardi sia al rilancio del complesso, sia anche alla gestione futura - prosegue il primo cittadino -, che si potrebbe concordare insieme, tenendo sempre presente che l’esigenza prioritaria guarda alla fruibilità». E prosegue: «In questa direzione si può pensare anche ad una programmazione, ad esempio per le serate estive, al fine di trasformare il parco in un punto di aggregazione corredato di impianti moderni». Insomma: come preannunciato nei giorni scorsi, i prossimi mesi saranno decisivi. Non solo. Arriva conferma che Eni potrà tornare a giocare un ruolo di rilievo nella strategia di restituire alla città quello che in passato è stato un fiore all’occhiello del Sudmilano. Il termine è stato fissato a giugno, in quanto prima dell’estate scadranno anche le convenzioni in corso con le associazioni sportive che stanno utilizzando i diversi impianti. Intanto, dall’inizio di gennaio le redini della struttura sono passate da Acs al Comune. Un patrimonio dagli elevati costi, in quanto solo le utenze si aggirano sui 900mila euro l’anno, che allo attuale è ben lontano dall’autonomia economica, tenendo anche conto che urge manutenzione straordinaria. E il Comune con i tempi che corrono non potrebbe affrontare una partita simile. Al tempo stesso non sarebbe facile neanche trovare un investitore esterno pronto a scommettere su un bene che innanzitutto reclama consistenti interventi di ammodernamento. Si parla del tentativo di una stretta di mano con Eni che guardi ad una parte di città che resta fulcro del quartiere Metanopoli e punto di riferimento per tutta San Donato.Fonte: Il Cittadino

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