«In base alla direzione in cui soffia il vento la frazione di Poasco
viene avvolta da un odore di gas metano che in alcune giornate diventa
insopportabile». A segnalare un problema noto alla comunità di residenti
della zona, è il componente del comitato Luciano Ardemagni. Da un paio
d’anni, spiega infatti il sandonatese del tratto decentrato, di tanto in
tanto torna ad alzarsi l’allarme, con il timore di fughe di gas. In più
occasioni sono stati allertati anche i tecnici per delle verifiche, nel
timore che potessero esserci perdite nelle tubature, ma puntualmente i
sopralluoghi effettuati sul campo dagli addetti ai lavori hanno dato
esito negativo, scongiurando così la presenza di rischi imminenti per la
popolazione. Nel tempo però i residenti, alcuni dei quali sono anche
esperti in materia, un’idea se la sono fatta. «Appena sorpassato il
confine con Milano - riprende Ardemagni -, c’è un centro di compressione
del gas metano, interamente automatizzato, per la distribuzione lungo
la rete, in quel sito il prodotto viene anche odorizzato con sostanze
specifiche, che peraltro in passato erano cancerogene: probabilmente la
puzza che si sente a Poasco è frutto di una fuga non di combustibile, ma
di odorizzante». I diretti interessati, a conferma di questa tesi,
raccontano che, percorrendo il tratto che da Poasco si dirige verso
Chiaravalle, in prossimità di una curva che si trova nelle vicinanze del
sistema di compressione, l’odore avvertito è particolarmente intenso e
fastidioso. Questa sorta di “giallo” è già stato in ogni caso reso noto
all’esecutivo di centrosinistra sandonatese. «Se deve essere contattata
l’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) o altri enti preposti -
conclude il referente della delegazione civica -, preferiamo che i
rapporti siano di carattere istituzionale, al fine anche di accelerare i
passaggi, dal momento che se anche il fastidio non è continuo, bensì si
avverte solo in alcune giornate, resta comunque un problema da
risolvere». Dai riscontri che sono stati forniti al comitato sembra che
già nelle prossime settimane, o comunque nell’arco di un mese, dai piani
alti del palazzo municipale dovrebbe essere messo in atto qualche
tentativo con gli enti preposti per tentare di eliminare un disagio che
rappresenta comunque un fastidio per la collettività. Non solo.
Eventuali allarmi per fughe di gas potrebbero confondersi o sovrapporsi
con quelli legati alla perdita di odorizzante. Un rebus che attende
soluzioni.Fonte: Il Cittadino

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