Nei prossimi mesi a San Donato verrà realizzata la seconda Casa
dell’acqua, che avrà sede in via Di Vittorio. Se la comunità di questo
tratto di hinterland ha quindi promosso a pieni voti la fonte di acqua
pubblica, con tanto di alternativa frizzante, realizzata nel 2007 in via
Maritano, la replica non si farà attendere con un nuovo investimento
che Tasm (Tutela Ambientale Sudmilanese) si accinge ad affrontare sul
territorio. «Ristruttureremo l’edificio dei vecchi bagni pubblici,
collocato nel parcheggio dove si tiene il mercato - annuncia il
presidente di Tasm, Achille Taverniti -, e realizzeremo un progetto che
stiamo valutando in collaborazione con la giunta». Per l’estate, se
tutto filasse liscio, dovrebbero partire i cantieri e in autunno i
sandonatesi del popoloso quartiere potranno iniziare a prendere
confidenza con il nuovo punto di riferimento che porterà anche decoro
alla datata struttura in disuso. L’obiettivo sarà sempre teso a fornire
ai cittadini un’alternativa gratuita alle bottiglie “griffate” del
supermercato, senza farli rinunciare, per chi preferisce, alla versione
con le bollicine. Una formula che oltre a contenere lo spreco di
plastica, in questa pagina segnata dalla crisi significa anche un
risparmio sulla spesa per coloro che l’acqua gasata possono prenderla
alla fonte. In via Maritano del resto fanno spola ormai abitanti
provenenti da tutto il territorio, molti dei quali si sono organizzati
per fare anche scorta della preziosa risorsa da mettere in tavola al
fine di garantirsi autonomia per più giorni. I contenitori vengono
riciclati, l’acqua non compie viaggi inquinanti per raggiungere gli
scaffali dei negozi, la qualità del prodotto è garantita da costanti
monitoraggi. Ed è gratuita. I dati parlano chiaro: in base agli ultimi
aggiornamenti che risalgono all’estate scorsa, ogni giorno vengono
erogati nel punto di riferimento di San Donato, dove l’affluenza è
costante, in media circa 3mila400 litri di acqua al giorno, con un
taglio di 837mila 700 bottiglie all’anno. Risale a circa ad un paio di
anni fa la pronta protesta che si era alzata dagli abitudinari
frequentatori della fonte a seguito dell’interruzione dei rubinetti,
dettata dalla decisione del Comune di tagliare sulla spesa. La società
dei depuratori Tasm era poi intervenuta, accollandosi i costi, che ha
continuato a sostenere fino a qualche mese fa, in cui il Comune è
tornato a fare la sua parte. A questo punto è in via di valutazione un
nuovo progetto pensato per l’area decentrata, che è stata dotata anche
di casa del latte, dove i residenti potranno fare rifornimento a quattro
passi da casa. L’iniziativa, stando alle previsioni, dovrebbe decollare
dopo l’estate.Fonte: Il Cittadino

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