Impietosito, ho cercato di aiutare la coppia a metter su casa; ho
costruito un nido artificiale con una scatola di cartone e l’ho fissata
sul muro, però la “signora” non ha gradito e la casetta è ancora lì in
attesa. Quest’anno ho conquistato la loro completa fiducia: ho sgranato
alcune pannocchie di granoturco raccolto nei campi della zona, ho messo
il cibo in un contenitore sul balcone e piano, piano, giorno dopo
giorno, se lo sono mangiato tutto, senza alcuna preoccupazione per la
mia vicinanza (meno di due metri), al punto che, “quasi” ad imitazione
di San Francesco, parlo con loro e pare persino che mi capiscano, tant’è
che rispondono con il loro suono gutturale.
La tortora dal collare è un columbide (Ordine COLUMBIFORMES, famiglia
COLUMBIDAE, nome scientifico Streptopelia decaocto) di piccole-medie
dimensioni, con una lunghezza del corpo di circa 27 -30 cm. La femmina è
un po’ più piccola del maschio, ma la livrea dei due sessi è simile,
color grigio-sabbia; sul collo spicca un semicollare nero bordato di
bianco, poco evidente nei giovani; mento e gola sono biancastri, mentre
il gozzo e il petto appaiono di color rosato.
Il becco è nerastro, l’iride dell’occhio è rossa, le zampe e i piedi di color rosso sfumati di viola. La coda è caratterizzata da una larga fascia bianca sulla punta. Possiede un volo agile ma rumoroso, accompagnato da scivolate e da rapidi battiti d’ala.
È una specie molto confidente che nidifica nei centri urbani e nelle aree agricole con cascine, che frequenta anche in gruppi numerosi per alimentarsi sui terreni coltivati. Può effettuare dalle due alle quattro covate l’anno, principalmente tra marzo e settembre, ma può deporre tutto l’anno. Costruisce un rozzo nido di rami su alberi, ma a volte anche su manufatti (piloni metallici, impalcature, tettoie ecc.). Vi depone 1-2 uova che cova 14-16 giorni. I giovani si involano a 20-22 giorni dalla schiusa.
I semi sono la sua dieta di base, ma poi si nutre anche di frutta, erbe, insetti e altri piccoli invertebrati. Pastura al suolo e si abbevera negli abbeveratoi degli animali da cortile e nelle fontanelle dei giardini.
La tortora dal collare è originaria dell’Asia meridionale e si è insediata in larga parte dell’Europa a partire dagli anni ’30. In Italia, dove è considerata specie protetta, è molto diffusa nelle regioni settentrionali e centrali fino ai 1200 metri s.l.m, più scarsa e localizzata nelle regioni meridionali.
In Lombardia è ampiamente distribuita e diffusa nelle zone di pianura e pedemontane; il numero di individui svernanti è stato valutato tra i 9.000 e i 20.0000.
A Milano è comparsa nel 1950 e da allora ha colonizzato con successo soprattutto parchi e giardini con conifere (abeti, cedri, pini).Fonte: 7giorni
Il becco è nerastro, l’iride dell’occhio è rossa, le zampe e i piedi di color rosso sfumati di viola. La coda è caratterizzata da una larga fascia bianca sulla punta. Possiede un volo agile ma rumoroso, accompagnato da scivolate e da rapidi battiti d’ala.
È una specie molto confidente che nidifica nei centri urbani e nelle aree agricole con cascine, che frequenta anche in gruppi numerosi per alimentarsi sui terreni coltivati. Può effettuare dalle due alle quattro covate l’anno, principalmente tra marzo e settembre, ma può deporre tutto l’anno. Costruisce un rozzo nido di rami su alberi, ma a volte anche su manufatti (piloni metallici, impalcature, tettoie ecc.). Vi depone 1-2 uova che cova 14-16 giorni. I giovani si involano a 20-22 giorni dalla schiusa.
I semi sono la sua dieta di base, ma poi si nutre anche di frutta, erbe, insetti e altri piccoli invertebrati. Pastura al suolo e si abbevera negli abbeveratoi degli animali da cortile e nelle fontanelle dei giardini.
La tortora dal collare è originaria dell’Asia meridionale e si è insediata in larga parte dell’Europa a partire dagli anni ’30. In Italia, dove è considerata specie protetta, è molto diffusa nelle regioni settentrionali e centrali fino ai 1200 metri s.l.m, più scarsa e localizzata nelle regioni meridionali.
In Lombardia è ampiamente distribuita e diffusa nelle zone di pianura e pedemontane; il numero di individui svernanti è stato valutato tra i 9.000 e i 20.0000.
A Milano è comparsa nel 1950 e da allora ha colonizzato con successo soprattutto parchi e giardini con conifere (abeti, cedri, pini).Fonte: 7giorni
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