venerdì 30 ottobre 2015

Carpiano, terreni avvelenati ai raggi X: partono i primi controlli sul latte

Carpiano (Milano), 30 ottobre 2015 - Sono scattati i primi controlli sui terreni di Carpiano, sotto esame il latte prodotto dall’azienda agricola proprietaria degli 11 ettari contaminati. Il dipartimento veterinario dell’Asl Milano 2 ha effettuato mercoledì i primi due campionamenti sul latte, per verificare l’eventuale presenza di metalli pesanti, diossine e pcb. I risultati dovrebbero arrivare a giorni. A renderlo noto è stato l’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Terzi, durante la risposta all’interrogazione consiliare presentata dal Movimento 5 Stelle. Secondo la relazione dell’Asl, dal 2007 «risulta che l’area sia coltivata a mais destinato interamente ad alimentazione zootecnica all’interno dell’azienda» nella quale insiste un allevamento con oltre 354 capi di bestiame adulto, fra cui 281 capi da lattazione. «Oltre al campionamento del latte, chiediamo anche quello delle carni, necessario per scongiurare ogni rischio di contaminazione della catena alimentare» dice la consigliera grillina Iolanda Nanni, che nelle scorse settimane aveva acceso i riflettori su vecchi dossier del centro di ricerca europeo di Ispra, secondo cui i livelli di diossina presenti in quei terreni sarebbero 25 volte superiori alla norma. «Evidentemente il nostro intervento istituzionale in Regione con ben due interrogazioni ha smosso le acque – continua Iolanda Nanni – dopo 8 anni di silenzio da parte delle istituzioni. È bene ricordare che i rapporti Ispra attestano uno ‘stato di compromissione del suolo e della stessa vita degli organismi vegetali e animali che sono presenti nel suolo’. Che le centinaia di capi di allevamento presenti nell’azienda siano stati foraggiati anche con il mais proveniente da questi terreni è una circostanza estremamente inquietante, c’è il rischio che tali sostanze possano essere entrate nella catena alimentare rappresentando un serissimo pericolo per gli animali e per l’uomo». Resta da capire quale sia la destinazione del bestiame foraggiato con il mais coltivato su quei terreni.«Vogliamo sapere se quei vitelli finiscono sulle nostre tavole – continua la grillina Nanni –. La relazione non spiega le cause di mortalità degli animali nell’anno 2014, dove si riscontra un picco del 100%: la media è di 20 all’anno, ma nel 2014 ne sono morti 40, un numero cospicuo per la popolazione dell’allevamento». A Carpiano è stato convocato per il 9 novembre un consiglio comunale aperto per dare risposta alle preoccupazioni dei cittadini, mentre in Regione è stata depositata dai grillini una richiesta di bonifica dei terreni. Fonte: Il Giorno

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