martedì 17 marzo 2009

Meno morti sulle strade del Sudmilano

Quasi raggiunto l’obiettivo fissato dalla provincia: la Paullese resta però una delle arterie più pericolose del territorio.In nove anni i decessi per incidente sono calati dal 45 per cento.

Sembrava un sogno: dimezzare in dieci anni la mortalità per incidenti stradali. In Italia, per la verità, l’obiettivo fissato dalla commissione europea è rimasto tale. Ma non in provincia di Milano: a un anno dalla scadenza stabilita, il traguardo è quasi superato grazie alla picchiata delle collisioni sulle arterie milanesi. Anche se purtroppo la Paullese non accenna ad arretrare nelle statistiche, la mortalità è stata abbattuta del 45 per cento e gli incidenti con feriti sono diminuiti del 30 per cento. Se nel 2000, anno di riferimento per gli obiettivi dell’Unione europea, sulle strade provinciali milanesi si erano verificati 3.007 incidenti lesivi (con 4.425 feriti e 80 morti), nel 2007 (ultimo anno per il quale sono disponibili dati completi) i morti sulle strade provinciali sono stati 55. Nel 2010 gli incidenti non dovranno superare i 1.500 (2.213 feriti, 40 morti). Per aumentare la sicurezza dei circa 1.000 chilometri di strade di propria competenza, Palazzo Isimbardi ha elaborato un programma di intervento per la sicurezza stradale, individuando i punti critici della rete. Tre i fronti prioritari: quello infrastrutturale (con la realizzazione di rotonde, varianti ai centri abitati e soluzione dei punti critici e pericolosi); quello delle segnalazioni (con dispositivi per evidenziare agli utenti i punti di maggior rischio); quello educativo (con campagne mirate per la sensibilizzazione sui corretti comportamenti alla guida). Dal punto di vista economico nel periodo 2004/2008 sono state realizzate opere infrastrutturali per 49 milioni di euro, per un totale di 39 interventi mirati. Ne sono stati già programmati altri 50 da realizzarsi fra il 2009 e il 2011, per 237 milioni di euro. Altro intervento viene fatto sui dispositivi per la segnalazione intuitiva del pericolo, integrando la segnaletica classica orizzontale e verticale con segnali luminosi, come i lampeggianti, i delineatori di curva, i segnalatori degli attraversamenti pedonali e i cosiddetti “occhi di gatto”. Un po’ di pubblicità, poi, non fa male, anche attraverso il marketing virale (sms, Youtube, blog). Sono proposte diverse campagne contro l’abuso dell’alcol e campagne educative nelle scuole. Ha riscosso successo «Ruote Sicure», un programma che ogni anno sensibilizza 15mila giovani sulla guida corretta. «Dopo anni di analisi e interventi - commenta l’assessore provinciale alla viabilità Paolo Matteucci -, l’obiettivo di ridurre della metà i morti per incidenti stradali sembra a portata di mano. La guerra è lungi dall’essere vinta, però almeno la battaglia sugli interventi infrastrutturali, pianificati secondo un ordine di priorità che tenga conto dei livelli di incidentalità, si può dire che abbia dato risultati buoni e a lungo termine».
Fonte: Il Cittadino

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