«Facciamo del “sindacalismo della bicicletta” per avere città italiane meno a misura d’auto e più sostenibili per due ruote e pedoni». Combatte anche con l’ironia la Fiab, la Federazione Italiana degli amici della bicicletta, il circuito di associazioni per la mobilità senza benzina, che ha tenuto sabato scorso a Milano la ventesima assemblea nazionale. Nata nel 1989, quando in Italia si cominciava a raggiungere la fatidica proporzione un abitante-un auto, Fiab (www.fiab-onlus.it) è una rete di associazioni, fra cui anche la CicLodi e la Ciclobby milanese, che si raccordano con la European Cyclists Federation. In tutto il pianeta sono centinaia di migliaia gli associati alla galassia bici. Per la due giorni del ventennale Fiab sono arrivati a Milano, nella prestigiosa sede provinciale di via Vivaio, centinaia di ospiti incrociando le testimonianze e i resoconti su quanto si è fatto e si sta facendo per considerare la bici «non una forma di mobilità in più rispetto a quella veicolare, ma un modo di muoversi come tutti gli altri, dotato di pari dignità», ha osservato Pietro Mezzi, assessore provinciale al territorio e consigliere a Melegnano. Proprio l’operato di Mezzi, all’interno della giunta Penati, per tracciare un piano strategico della mobilità ciclopedonale milanese ha trovato riconoscimento nel premio assegnatogli come “amico della bici”. Un encomio condiviso con altri operatori pubblici e privati fra cui Gigi Riccardi, indimenticato fondatore Fiab in tempi pionieristici, quando i ciclisti lungo i Navigli o al Parco Sempione venivano quasi presi in giro. E invece oggi Milano ha inventato, prima in Italia, il “bike-sharing”, cioè le stazioni delle biciclette a noleggio che si vedono nei parchi, fuori dalla metropolitana, lungo i nodi ferroviari, sul Passante e più in generale in 68 stazioni disseminate in città. «Entro i confini comunali di Milano abbiamo raggiunto a fine 2008 quota 900 bici a noleggio;- ha osservato in merito Edoardo Croci, responsabile della mobilità nella giunta Moratti - è un valore basso a livello europeo ma buono nel contesto italiano. Entro aprile 2009 avremo 1400 bici e l’obiettivo per Expo 2015 è di cinquemila mezzi per il bike sharing.» Mezzi ha ricordato proprio che la Provincia di Milano «arriva all’appuntamento elettorale lasciando per la prima volta un Piano generale delle reti ciclabili».Il presidente di Ciclobby Fiab Milano Eugenio Galli ha annotato invece le potenzialità non del tutto sfruttate di Milano “città ciclabile”: «Milano sarebbe una città che per le dimensioni non enormi e l’impianto stradale poco rinnovato nel Novecento, si presenta quasi disegnata per girarla su due ruote - ha osservato -. Il punto è che si fa troppo poco, anche perchè si confonde la possibilità di raggiungere un posto in bicicletta con l’obbligo di finanziare una vera pista ciclopedonale».
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino

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